Nel contesto della designazione di L’Aquila come Capitale italiana della Cultura 2026, la città si prepara a diventare il palcoscenico della 20ª edizione del Premio nazionale delle arti. L’evento, promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca e affidato all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, prevede la partecipazione di circa duecento studenti e docenti provenienti da tutta Italia. Il percorso espositivo si inserirà in un delicato momento di ricostruzione urbana, offrendo al pubblico una panoramica delle sperimentazioni più recenti nel campo delle arti visive.
Numero di opere, accademie e partecipanti
Di oltre 400 opere proposte, la giuria ha selezionato 123 lavori, frutto della creatività di 26 accademie italiane. Gli artisti coinvolti rappresentano una varietà di percorsi formativi, dal primo al livello magistrale, e coprono discipline come pittura, scultura, fotografia, fumetto, videoarte e restauro. L’arrivo delle opere, distribuito su più giorni, ha richiesto un coordinamento logístico accurato: alcune sculture sono state spostate con la gru del cantiere in corso per la nuova sede dell’Accademia. Il risultato è una collezione eterogenea che testimonia la ricchezza dell’alta formazione artistica nazionale.
Il tema “Pensiero manifesto” e la pluralità dei linguaggi
Il filo conduttore della manifestazione è il tema “Pensiero manifesto. Pratiche artistiche come forme di conoscenza”. L’obiettivo è incoraggiare gli studenti a considerare l’arte non solo come atto produttivo, ma anche come processo intellettuale capace di generare nuove forme di sapere. Il concetto di manifesto richiama l’idea di una dichiarazione pubblica, ma anche quella di rendere visibile ciò che rimane solitamente nascosto: le pratiche artistiche diventano così strumenti di riflessione critica e di dialogo tra discipline, culture e generazioni.
Manifesto e conoscenza
Secondo il professor Carlo Nannicola, coordinatore dell’evento, la sfida principale per i partecipanti è “pensare all’arte, non solo fare”. Questa indicazione spinge gli autori a rendere esplicito il loro percorso creativo, facendo emergere i metodi, le sperimentazioni e le scelte concettuali che hanno guidato la realizzazione delle opere. In tal modo, la mostra diventa un laboratorio di conoscenza condivisa, dove il risultato finale è solo una parte della storia raccontata.
Location storica e allestimento della mostra
Gli spazi espositivi sono stati individuati nell’ex monastero di Santa Caterina da Siena, in Palazzo Benedetti, nello Spazio Genesi e nel Muspac. Il sito storico, situato nel cuore del centro cittadino, è stato trasformato in un vero e proprio laboratorio di installazione. Mentre proseguono i lavori per la nuova sede dell’Accademia, le opere sono state disposte con cura, spesso richiedendo l’uso di attrezzature pesanti per la sistemazione di sculture di grandi dimensioni. L’allestimento, in corso dal 6 novembre, proseguirà fino all’8 gennaio 2027, offrendo al pubblico più di due mesi di visita.
Ritorno dell’Accademia nel centro storico
Questa esposizione segna il ritorno dell’Accademia di Belle Arti nel centro storico dopo 37 anni. Gli ambienti, fino ad ora descritti come “vuoti con l’eco”, stanno ora vibrando di vita e creatività. Il professor Nannicola ha documentato ogni fase dell’allestimento fotografico per il catalogo ufficiale, sottolineando come la riapertura di questi spazi rappresenti una rinascita culturale per la città, in sintonia con il ruolo di L’Aquila nella programmazione culturale nazionale.
La premiazione avrà luogo il venerdì 6 novembre nel Teatro dell’Accademia, seguita dal giorno successivo dall’inaugurazione della mostra. L’evento non solo metterà in luce giovani talenti, ma contribuirà anche a rafforzare il legame tra la formazione artistica e il territorio, confermando L’Aquila come punto di riferimento per la cultura contemporanea.



