In tutta Italia il malcontento per il costo della vita ha innescato una serie di manifestazioni. Tra le realtà più attive, gli studenti dei licei hanno assunto un ruolo di primo piano, portando le proprie richieste direttamente nei centri urbani.
Il corteo di circa 500 studenti a Chieti
Questa mattina, intorno a cinquecento alunni dell’Istituto “Di Savoia” hanno lasciato le aule per organizzare uno sciopero di strada. Il percorso è iniziato da largo Santa Maria, ha proseguito su corso Marrucino e si è concluso in piazza Vico. Il gruppo ha sventolato bandiere tricolori, acceso fumogeni e, a intervalli, ha cantato l’Inno di Mameli per sottolineare il carattere nazionale della protesta.
Motivazioni alla base del corteo
Gli studenti hanno puntato il fuoco su quattro aspetti principali: il rincaro della benzina, l’aumento dei abbonamenti dei trasporti pubblici, la carenza di spazi adeguati all’interno delle loro sedi e, più in generale, le difficoltà create dal carovita che grava su famiglie e giovani. Le strutture del liceo, distribuite su tre sedi diverse, risultano ormai insufficienti per accogliere tutti gli iscritti, generando disagi quotidiani.
Proseguimento della mobilitazione: la giornata regionale
Il giorno successivo, la protesta si è estesa a livello regionale. Altre scuole hanno aderito allo sciopero, e l’USB (Unione Sindacati) ha organizzato un corteo di quasi 2,5 chilometri a Pescara, previsto per le 11:00 a partire da piazza Italia. Il percorso ha attraversato corso Vittorio Emanuele, è passato per piazza Unione (vicino alla sede della Regione Abruzzo) e ha terminato al parco ex Caserma Di Cocco.
Richieste chiave della manifestazione regionale
Durante l’incontro a Pescara, i portavoce del movimento hanno elencato sette punti essenziali: stop alle spese militari, aumento immediato di salari, pensioni e contratti, controllo rigoroso dei prezzi di alimentari, energia, bollette e affitti, tassazione dei grandi profitti e reinvestimento di tali risorse in sanità, scuola e abitazioni. Un messaggio ricorrente è stato quello di rimodellare la spesa pubblica, passando dal riarmo a investimenti sociali.
Presenza delle forze dell’ordine e conclusioni
Il corteo di Pescara è stato seguito da un consistente contingente di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale, ma non sono stati registrati scontri o incidenti. Le strade interessate dal percorso sono state temporaneamente chiuse al traffico, ma la manifestazione è stata descritta come pacifica e ben organizzata. Le dichiarazioni di Romeo Pasquarelli, responsabile interregionale USB Abruzzo-Molise, hanno ribadito che “la società non può permettersi di sostenere una guerra quando i giovani faticano a mettere i soldi in tavola”. La mobilitazione studentesca di Chieti e Pescara rappresenta, dunque, un chiaro segnale di insoddisfazione verso le politiche economiche attuali e una richiesta di priorità diverse per le risorse statali.



