La vicenda nota come famiglia del bosco entra in una fase cruciale: il procedimento penale e civile rimane sospeso in attesa della relazione conclusiva della consulenza tecnica d’ufficio affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, il cui deposito è previsto per la scadenza di fine giugno (con il termine operativo indicato anche al 29 giugno). Nel frattempo, si susseguono sviluppi pratici e giudiziari che influenzeranno le scelte successive.
Incontri e ricongiungimenti: piccoli passi verso i figli
Negli ultimi giorni sono stati ampliati gli incontri tra i genitori e i tre minori, ora ospitati nella casa famiglia di Vasto dopo le misure cautelari. La madre, Catherine, ha potuto tenere il primo abbraccio in presenza in un edificio dell’ASL a Gissi, dopo che dallo scorso 6 marzo la comunicazione con i bambini era avvenuta prevalentemente tramite videochiamate e telefonate autorizzate dalla struttura. Queste aperture, anche se ancora parziali, segnano una modifica nelle modalità di contatto e vengono osservate con attenzione nel contesto dell’istruttoria.
Modalità e luoghi degli incontri
Le visite, che in precedenza si svolgevano esclusivamente all’interno della comunità, sono state estese anche all’esterno e coordinate con i responsabili della struttura. Il trasferimento dei genitori nell’abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli è un altro elemento logistico che potrebbe favorire un percorso di avvicinamento controllato. Per i servizi e per il Tribunale la priorità rimane la tutela dei minori attraverso regole condivise e verificabili.
La partita tecnica: perizia, contestazioni e contro-relazioni
Al centro dell’istruttoria resta la consulenza tecnica d’ufficio della dott.ssa Simona Ceccoli, la cui relazione è stata oggetto di contestazioni da parte della difesa. L’avvocato Simone Pillon, nominato legale dei coniugi Nathan e Catherine, ha depositato osservazioni e si avvale di periti di parte — tra cui Tonino Cantelmi e Martina Aiello — che hanno prodotto una contro-relazione di oltre 300 pagine. Secondo la difesa, la CTU conterrebbe errori metodologici e valutazioni incomplete.
Punti critici sollevati dai consulenti di parte
Le osservazioni di parte evidenziano almeno 15 criticità: dalla mancata osservazione diretta della relazione genitore-figlio alla scarsa integrazione delle risultanze della Neuropsichiatria infantile, fino alla presunta sottovalutazione del trauma da separazione. I consulenti affermano che alcuni strumenti diagnostici non sarebbero stati impiegati adeguatamente e che i dati favorevoli al legame affettivo non sono stati valorizzati nella valutazione finale.
Aspetti procedurali e posizione del tribunale
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha già respinto alcuni ricorsi presentati dai precedenti legali dei genitori, sottolineando che non è possibile modificare le misure in assenza di nuovi elementi istruttori o di fatti nuovi. I giudici hanno specificato che la valutazione complessiva potrà essere compiuta soltanto alla luce della relazione della CTU in corso, ribadendo la necessità di attendere l’esito del lavoro tecnico prima di prendere decisioni sul collocamento dei minori e sulla responsabilità genitoriale.
Tempistiche e ruolo degli attori istituzionali
Il termine indicato in diverse fasi del procedimento è la fine di giugno, con il 29 giugno citato come data utile per la scadenza dei termini per la consegna della relazione. Sul piano istituzionale sono intervenute anche visite e ispezioni: la deputata Michela Brambilla ha fatto dono di giocattoli ai bambini durante la sua visita alla casa famiglia, mentre ispettori inviati dal ministro della Giustizia sono stati chiamati a verificare procedure e atti. L’avvocato Pillon, pur criticando aspetti della perizia, ha dichiarato la disponibilità dei genitori a intraprendere percorsi di sostegno alla genitorialità.
Prospettive e scenari possibili
Fino al deposito definitivo della relazione della CTU rimangono diversi esiti possibili: conferma delle misure attuali, graduale riavvicinamento sotto controllo dei servizi sociali o modifiche in caso di riscontri tecnici favorevoli al reinserimento familiare. Quel che appare certo è che l’elemento determinante sarà la valutazione multidisciplinare contenuta nella relazione d’ufficio, integrata eventualmente da osservazioni tecniche di parte: esiti che decideranno il destino dei tre minori e la posizione di Nathan e Catherine nel procedimento.
Osservazione finale
La vicenda resta sotto osservazione pubblica e giudiziaria: mentre i genitori e i loro legali cercano di dimostrare la possibilità di recupero e ricomposizione familiare, il Tribunale e gli operatori dei servizi mantengono come priorità la protezione dei minori attraverso un approccio cautelare e basato su evidenze. Il deposito della CTU rappresenterà dunque il momento chiave per la prosecuzione dell’iter.