La musica è stata la bussola che ha guidato il percorso di Gianluca Lusi, sassofonista abruzzese che ha attraversato mesi di sofferenza per ritrovare la propria voce artistica. Dopo una diagnosi pesante e cicli di terapia che hanno messo a dura prova il corpo e la mente, oggi Lusi è tornato a esibirsi, portando il suo jazz tra club e festival europei. Il ritorno alle esibizioni non è stato solo un fatto professionale, ma una rinascita personale che racconta il valore della passione e della tenacia.
Questa ripresa si inserisce in una carriera costruita tra studio, concerti e collaborazione con artisti di primo piano. La malattia ha imposto una pausa forzata, ma non ha spento l’ispirazione; anzi, ha dato senso a un nuovo progetto discografico e alla volontà di riprendere il filo con il pubblico. In queste righe esploriamo le tappe fondamentali del suo percorso, dalla formazione alle difficoltà cliniche, fino al ritorno sui palchi.
Le radici e il percorso formativo
Il viaggio musicale di Gianluca Lusi nasce nella banda del suo paese, Capistrello, dove da bambino impara il clarinetto e scopre il gusto per la musica d’insieme. Gli studi proseguono al Conservatorio Casella dell’Aquila e poi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, tappe che segnano la transizione dal classico al sassofono e l’avvicinamento al linguaggio jazzistico. Negli anni Duemila amplia l’esperienza con seminari, workshop e uscite fuori regione che aprono contatti internazionali e scenari didattici, fino al tour negli Stati Uniti del 2008, occasione sia per suonare che per svolgere attività educativa.
Collaborazioni e rete artistica
Il percorso professionale di Lusi si caratterizza per una fitta rete di collaborazioni con musicisti italiani di rilievo come Danilo Rea, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso e Maurizio Giammarco, e figure internazionali quali Joel Holmes, Reuben Rogers e Gregory Hutchinson. Questi legami hanno contribuito a definire uno stile e una presenza scenica riconoscibili, facendo sì che chi ha condiviso il palco con lui ricordasse un musicista energico e creativo.
Produzione discografica
Nel corso degli anni la produzione discografica di Lusi ha seguito un percorso costante: da Viaggio e Gotha 17 fino a Rune, Loose, What’s New?, Never Fault Behind The Scenes e l’album Gone del 2026. Ogni uscita rappresenta una tappa di sperimentazione e ricerca, con progetti in trio e formazioni diverse che esplorano timbri, interactione e repertori sia originali sia reinterpretazioni del canone jazz. Questa discografia ha tenuto viva la sua voce anche nei periodi lontani dai palchi.
La malattia: la sfida più dura
La svolta negativa è arrivata con la diagnosi: il 12 novembre 2026 a Lusi è stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta. Subito sono seguiti cicli di chemioterapia nei mesi di novembre, dicembre e gennaio 2026, trattamenti che hanno profondamente inciso sul fisico e sull’umore dell’artista. I mesi successivi si sono caratterizzati per ricoveri prolungati, isolamento e momenti di profonda riflessione, durante i quali la distanza dai palchi è diventata un’assenza dolorosa.
Solitudine e resilienza
Il periodo ospedaliero ha imposto giornate di solitudine e ripensamenti sulla vita e sull’arte. Sentirsi separato dagli affetti e dal pubblico è stato un peso emotivo notevole, ma Lusi non ha mai smesso di pensare alla musica: essa è stata una fonte di forza e motivazione per affrontare ogni ciclo terapeutico. Questa fase ha trasformato anche la prospettiva artistica, suggerendo priorità differenti e un approccio più essenziale al suonare.
Il trapianto e la svolta
Il momento decisivo è coinciso con il trapianto di midollo osseo avvenuto il 1° luglio dell’anno scorso, grazie a un donatore perfettamente compatibile: il fratello maggiore, Devis. Questo gesto ha rappresentato una rinascita concreta per Lusi, che ha definito il fratello come un “angelo custode”. Pur rimanendo un percorso complesso di convalescenza, il trapianto ha aperto la strada a un ritorno alla vita quotidiana e all’attività musicale.
Il ritorno ai palchi e i progetti futuri
La ripresa delle esibizioni è già una realtà: a marzo le prime date in Turchia, a Istanbul e Ankara, poi appuntamenti in Germania a Hannover e Berlino ad aprile, e un prossimo concerto fissato per il 14 agosto a Diersbach, in Austria. Sul palco Lusi ha ripreso il progetto Gone in trio con Luigi Masciari e Simone Zanchini, ritrovando immediate intese musicali e una modalità di espressione che lo rappresenta da sempre.
Accanto alle date dal vivo, è in cantiere un nuovo lavoro discografico che dovrebbe vedere la luce entro fine anno: un’ulteriore tappa di una carriera che vuole guardare avanti. La richiesta dell’artista è chiara e misurata: chiede di essere giudicato per la sua musica e non esclusivamente per il percorso personale vissuto. Vuole tornare a suonare “a modo suo”, con la stessa passione che lo ha sempre contraddistinto.



