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Reticoli festival: tre giorni tra inchieste, musica e memoria in Appennino

Un festival diffuso nel territorio dell'Aquila che unisce giornalismo d'inchiesta, ricerca sociale, musica e memoria per rilanciare le aree interne

Reticoli festival: tre giorni tra inchieste, musica e memoria in Appennino

Dal 17 al 19 luglio 2026 il cuore dell’Appennino aquilano si trasforma in spazio di confronto: nasce Reticoli – Festival delle Terre Alte, una rassegna diffusa che toccherà i borghi di Prata d’Ansidonia, San Nicandro e Tussio. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è riportare in primo piano il racconto delle comunità montane attraverso linguaggi diversi: dal giornalismo d’inchiesta alla musica, dalla ricerca sociale alle arti visive. Le iniziative si svolgeranno in luoghi pubblici e archeologici, combinando appuntamenti pubblici e momenti di studio per creare una rete di conoscenza e pratica tra residenti, studiosi e visitatori.

Il progetto è promosso dall’Associazione Tommaso Fasciani, dall’Associazione Donne TerreMutate e dal Centro di Giornalismo Permanente, che intendono trasformare l’isolamento geografico in un intreccio vitale di relazioni. Reticoli cerca quindi di ribaltare la narrazione della marginalità: non più semplici periferie dell’Italia interna, ma laboratori per nuove pratiche di cura del territorio, lotta alle disuguaglianze e partecipazione civica. La rassegna funge anche da piattaforma per coinvolgere scuole, università e reti civiche in processi di innovazione culturale dal basso.

Origini e intenti del festival

Il nome e la forma del festival richiamano l’idea di reti che collegano territori, competenze e storie. Reticoli nasce nel ricordo di Tommaso Fasciani, ricercatore dell’Università La Sapienza di Roma scomparso prematuramente e legato, per parte paterna, a San Nicandro. Alla sua eredità intellettuale, orientata alle questioni di genere, alle disuguaglianze e alla trasformazione sociale, si ispira il programma culturale e di ricerca del festival. Tra le iniziative previste c’è la presentazione di un bando di ricerca e la valorizzazione di percorsi locali, con l’intento di favorire studi critici sulle dinamiche delle aree interne e supportare progetti concreti sul territorio.

Un tributo pratico e simbolico

Per rendere tangibile il legame con la figura di Fasciani, il CAI L’Aquila inaugurerà un nuovo sentiero sabato 18 luglio, pensato come percorso di conoscenza ambientale e memoria collettiva. Il bando di ricerca verrà presentato venerdì 17 alla presenza del professor Ernesto D’Albergo dell’Università La Sapienza, a sottolineare la vocazione scientifica e sociale dell’iniziativa. Il sindaco di Prata d’Ansidonia, Paolo Eusani, interpreta il festival come un modo per animare il borgo d’origine e per aprire una riflessione pubblica sul futuro dei piccoli centri montani, mettendo in relazione saperi accademici e pratiche locali.

Programma e ospiti di rilievo

Tra gli incontri più attesi figura la partecipazione del fumettista Zerocalcare, che domenica 19 luglio a San Nicandro presenterà il libro Quando muori resta a me in dialogo con Maurizio Franco, presidente del Centro di Giornalismo Permanente, e Betty Leone dell’Associazione Donne TerreMutate. Il festival ospiterà inoltre interventi di figure come Francesca Coin e Aurora Tamigio, offrendo riflessioni che spaziano dal femminismo alle narrazioni della memoria e del territorio.

Workshop di inchiesta e dialoghi pubblici

Il programma prevede workshop e dibattiti curati dai giornalisti Christian Elia, Andrea Turco e Lorenzo Bagnoli, con focus su disuguaglianze territoriali, trasformazioni delle aree interne e conflitti ambientali. Questi momenti formativi mirano a mettere a disposizione degli abitanti e dei partecipanti strumenti di indagine e comunicazione per raccontare i processi locali con rigore e consapevolezza, favorendo pratiche di reporting partecipato e inchieste radicate nel contesto.

Musica, tradizione e spazi

La dimensione performativa completa il programma: venerdì 17 a San Nicandro il set live di Giulia Tess darà il via alle serate musicali, mentre sabato 18 l’area archeologica di Peltuinum ospiterà il concerto dei Bull Brigade, interpreti di un rock diretto che dialogherà con il paesaggio storico. Accanto alla musica emergono pratiche di memoria popolare come il Ballo delle Pupazze, una manifestazione di folklore che raccoglie elementi di danza e ritualità, testimonianza della resilienza culturale delle valli appenniniche.

Sguardo al futuro delle comunità

Reticoli si propone come un presidio culturale in cui ricerca, giornalismo, attivismo e arte si incontrano per restituire centralità politica e simbolica alle terre alte. L’intento è costruire trame sostenibili capaci di favorire nuove forme di abitare e di cura del paesaggio, coinvolgendo giovani, scuole e istituzioni. Con un duplice sguardo, pratico e teorico, il festival cerca di trasformare il ricordo in un’occasione di innovazione sociale, ponendo le comunità appenniniche al centro di un dibattito nazionale sulle priorità del territorio.

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