7 novembre 2026 🌧 9°

Autocisterne sequestrate in Red Gold: difesa respinge le accuse

Le autocisterne della presunta frode petrolifera sono state sequestrate; la difesa contesta le accuse sulla base di controlli tecnici.

Autocisterne sequestrate in Red Gold: difesa respinge le accuse

Circa sei mesi dopo l’avvio dell’inchiesta, la Guardia di Finanza di Pescara ha disposto il sequestro di quattro autocisterne legate all’operazione soprannominata Red Gold. L’azione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano, nasce da sospetti di manipolazione dei contatori e di una possibile sottrazione di carburante ai clienti. L’indagine, aperta nell’aprile scorso, aveva ipotizzato che il quantitativo di carburante consegnato fosse inferiore a quello indicato nei documenti commerciali, a causa di presunte manomissioni metrologiche.

Il sequestro delle autocisterne: operazione e motivazioni

Le quattro cisterne sono state fermate dopo una serie di verifiche tecniche mirate a esaminare i dispositivi di misurazione dei volumi distribuiti. Gli ispettori hanno controllato i sigilli e la documentazione metrologica, riscontrando alcune irregolarità che sono state successivamente regolarizzate su ordine dell’autorità giudiziaria. Il provvedimento di dissequestro rappresenta un passo cruciale nella ricostruzione dei fatti, ma non costituisce ancora una sentenza definitiva sulla responsabilità dell’imprenditore coinvolto.

Le dichiarazioni della difesa di Massimo Pacilli

Secondo gli avvocati dell’imprenditore Massimo Pacilli, gli accertamenti effettuati sui misuratori volumetrici delle autocisterne non hanno evidenziato superamenti delle tolleranze stabilite dalla normativa. In particolare, i valori riscontrati sono risultati entro il limite consentito del 5 per mille, ritenuto conforme alle disposizioni metrologiche vigenti. La difesa sostiene che non vi siano state violazioni dei parametri di misura e che, pertanto, non possa sussistere alcuna frode nella quantità di carburante fornita.

Misurazioni volumetriche entro il limite del 5 per mille

Il 5 per mille è il valore massimo di errore tollerato per le apparecchiature di misura del combustibile, previsto dalla normativa europea. La difesa ha fornito perizia tecnica che dimostra come i dati registrati dalle autocisterne rientrino nella soglia di tolleranza, riducendo così la probabilità di una deliberata manomissione dei contatori. Tale argomentazione è stata presentata al giudice che ha autorizzato il sequestro, ma rimane da valutare nella fase decisoria del procedimento.

Analisi del Laboratorio chimico delle Dogane di Roma

Parallelamente, il Laboratorio chimico delle Dogane di Roma ha eseguito delle analisi sui campioni prelevati dalle cisterne. I risultati non hanno confermato l’ipotesi di una miscelazione tra gasolio per riscaldamento e gasolio per autotrazione, elemento chiave della tesi accusatoria. La difesa interpreta questi esiti come ulteriore prova dell’assenza di una condotta illecita, sostenendo che i campioni siano risultati chimicamente omogenei e privi di contaminazioni inattese.

Prospettive giuridiche e prossimi passi dell’inchiesta

Il sequestro delle autocisterne segna un momento di svolta, ma il procedimento resta in corso. Gli esiti delle perizie tecniche, sia quelle sul rispetto della tolleranza del 5 per mille sia quelle chimiche, dovranno essere valutati dal magistrato che dirige il caso. La Procura di Avezzano continuerà a raccogliere prove, mentre la difesa intende presentare ulteriori documenti per dimostrare la regolarità delle operazioni di distribuzione. Solo al termine di questa fase sarà possibile stabilire se vi siano gli estremi per un’eventuale condanna per frode nella commercializzazione di prodotti petroliferi.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

L'Aquila adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
NO₂ 15 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 7 novembre