Il 16 settembre 2026 la città abruzzese ha dedicato la mattinata a una delle figure più amate della sua storia recente: il maresciallo capo Marino Di Resta. La commemorazione, pianificata per il trentennale della sua morte avvenuta il 16 settembre 1996, ha coinvolto autorità civili, militari, religiose e i cittadini di Pescara.
Il gesto simbolico è nato dalla volontà di mantenere viva la memoria di un uomo descritto come un gigante di coraggio e generosità. La cerimonia ha voluto anche ribadire il ruolo di vicinanza dell’Arma verso la popolazione, un concetto al centro dell’intervento del generale di Corpo d’Armata Rosario Castello recentemente nominato comandante del Comando interregionale carabinieri ‘Ogaden’.
Cerimonia nella piazza intitolata a Marino Di Resta
Alle ore 9:45 la piazza Marino Di Resta ha ospitato una solenne veglia. Tra i presenti vi erano la dott.ssa Giuseppina Franzoni vedova del maresciallo, i suoi figli e numerose autorità locali. Il generale Castello ha ricordato la figura del caduto, definendolo un modello di servitore dello Stato a cui tutti noi vogliamo ispirarci. La sua dichiarazione ha sottolineato come l’Arma sia una struttura capillare sul territorio capace di offrire ascolto e prossimità ai cittadini.
Il percorso al centro culturale Aurum
Alle ore 11, la cerimonia si è spostata al centro polifunzionale Aurum. Qui il pubblico ha potuto ammirare una ricca esposizione di uniformi e veicoli storici, testimonianze tangibili della tradizione carabinieristica. Un particolare spazio è stato dedicato alle opere del maestro Renè le quali celebrano il quotidiano impegno dei carabinieri sul territorio.
Testimonianze e dialoghi
Nel pomeriggio, la giornalista Grazia Di Dio ha condotto un dialogo con la dott.ssa Franzoni. La conversazione ha messo in luce il dolore condiviso dall’intera istituzione e la volontà di trasformare la perdita in una spinta verso la solidarietà. Durante l’incontro è stata annunciata la concessione di due borse di studio offerte dalla vedova ai giovani più meritevoli, un gesto che vuole tradurre il sacrificio del marito in opportunità per le nuove generazioni.
Il valore del sacrificio di Marino Di Resta
Il maresciallo capo nasce a Sessa Aurunca in provincia di Caserta, e ha servito fin dalla giovane età nel nucleo operativo di Comando Provinciale. Il 16 settembre 1996, all’ora di 33 anni, si trovò coinvolto in uno scontro a fuoco con quattro rapinatori armati a Francavilla. Nonostante la disparità numerica, scelse di intervenire per proteggere il collega ferito. Dopo aver neutralizzato tre dei quattro aggressori, cadde colpito da una raffica di colpi, consegnandosi al destino con l’eroico intento di salvare la vita del commilitone.
Il suo coraggioso intervento permise l’identificazione e la cattura dei quattro malviventi, il recupero della refurtiva e il sequestro di numerose armi e munizioni. La medaglia d’oro al valor militare alla memoria è stata conferita postuma con la motivazione che celebra il suo “generoso altruismo e sereno sprezzo del pericolo”.
La giornata si è conclusa con l’esibizione della fanfara della Scuola allievi carabinieri di Roma un momento di gioia che ha legato il ricordo del passato alle aspirazioni dei futuri carabinieri. L’evento ha dimostrato come la memoria di Marino Di Resta continui a ispirare l’intera Arma e la cittadinanza, segnando un punto di vicinanza tra istituzioni e comunità.



