Il 23 settembre 2026 il castello piccolomini di Capestrano ha riaperto le sue antiche porte per accogliere l’evento intitolato “Il Guerriero – La storia riapre le porte”. Organizzato dalla Fondazione Crea in collaborazione con la Regione Abruzzo l’iniziativa ha riunito produttori locali, esperti di enogastronomia e personalità politiche per celebrare le radici culturali e agricole delle terre alte abruzzesi.
Riapertura del Castello Piccolomini a Capestrano
Il restauro, completato dopo due anni di lavori intensi, ha richiesto un investimento di circa 2 milioni 745 mila euro. L’intervento, avviato dopo il terremoto dell’Aquila, ha garantito la messa in sicurezza dell’intera struttura, preservando la torre quadrata originale e lo stemma della famiglia Piccolomini inserito nella facciata nel 1463. Il Sindaco Antonio D’Alfonso ha definito l’apertura una “vittoria per il borgo”, sottolineando la volontà di trasformare la fortezza in un grande spazio museale dedicato alla memoria archeologica, con prospettive di ospitare in futuro la statua del Guerriero di Capestrano.
Il programma dell’evento “Il Guerriero – La storia riapre le porte”
La manifestazione ha avuto inizio alle 12:00 con “I sapori del Guerriero”, una tavola rotonda dedicata alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Chef Marcello Spadone del ristorante La Bandiera e chef Giuseppe Tinari di Villa Maiella hanno presentato prodotti tipici, sottolineando l’importanza della enogastronomia di quota per contrastare i cambiamenti climatici.
Il dibattito “Custodi delle terre alte”
Alle 15:30 è proseguita la sessione intitolata “Custodi delle terre alte”, moderata dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Al tavolo erano presenti anche l’assessore alla cultura Roberto Santangelo l’assessore all’agricoltura Emanuele Imprudente l’imprenditore vitivinicolo Domenico Pasetti e la consigliera regionale Antonietta La Porta. Il dibattito ha messo in luce le sfide della sostenibilità i vini d’altura e le nuove tecniche agricole pensate per le zone interne.
Storia e arte: il Guerriero e la Notte della Stella
Alle 17:00 il Soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Massimo Sericola ha tenuto una conferenza dal titolo “Il Guerriero e la sua storia”, illustrando il simbolismo della statua come “un guerriero gentile” capace di racchiudere la fierezza dell’Abruzzo e la regalità della sua storia. L’evento si è concluso alle 18:30 con la “Notte della Stella di Franco Marulli”, un spettacolo che ha unito musiche dal vivo, danze in costume tradizionale abruzzese e performance visive pensate per richiamare le atmosfere della transumanza tra le antiche mura del castello.
Le dichiarazioni dei protagonisti hanno rimarcato l’importanza di trasformare il castello in un polo culturale e convegnistico per le aree interne. Il presidente Sospiri ha definito il Guerriero “un simbolo identitario, una statua dai lineamenti essenziali ma piena di regalità”. L’assessore Imprudente ha aggiunto che la promozione della viticoltura di montagna rappresenta “una nuova frontiera per il turismo lento e di qualità”.
Con la riapertura, il Castello Piccolomini si pone come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale abruzzese, offrendo al contempo una piattaforma per la promozione di prodotti a altissima qualità e per il dibattito su pratiche agricole innovative e sostenibili. Gli organizzatori sperano che l’evento possa dare impulso a ulteriori progetti di recupero dei borghi e delle tradizioni locali, consolidando l’immagine di un Abruzzo capace di coniugare storia, gastronomia e rispetto per l’ambiente.



