In un gesto di riconoscimento pubblico, il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha consegnato l’Aquila di San Venceslao ad Andrea Zanotti, un intellettuale che ha dedicato gran parte della sua carriera al rafforzamento delle istituzioni culturali della città.
La cerimonia, tenutasi il 24 giugno 2026, ha visto la partecipazione di diverse personalità locali, tra cui Paolo Piccoli e Simone Casalini, che hanno sottolineato l’importanza del contributo di Zanotti alla vita culturale di Trento.
Un impegno a favore delle istituzioni
Nel suo discorso, il sindaco Ianeselli ha evidenziato come l’impegno di Zanotti sia stato caratterizzato da una forte attenzione alle istituzioni intese come luoghi di aggregazione e di condivisione culturale. “Le idee, senza le istituzioni, servono solo a farsi vento”, ha citato Ianeselli, richiamando le parole di Pierangelo Schiera, un illustre collega di Zanotti.
Zanotti ha infatti lavorato in diverse realtà istituzionali, tra cui il Collegio dei Fiamminghi la Fondazione Golinelli e la Fondazione Bruno Kessler contribuendo a rafforzare la loro missione e a promuovere la cultura in Trentino.
Progetti di rilievo
Tra i progetti più significativi a cui Zanotti ha contribuito vi è l’istituzionalizzazione del 450° anniversario del Concilio di Trento che ha coinvolto oltre cento municipi. Inoltre, ha promosso le Cene benedettine eventi che hanno trasformato il Doss Trento in un luogo di riflessione e condivisione.
Zanotti ha anche ricoperto ruoli di rilievo nell’Istituto Trentino di Cultura una delle istituzioni culturali più importanti della città, e nel Coro della SOSAT di cui è presidente. Quest’ultimo ha festeggiato recentemente i cento anni dalla fondazione, un traguardo che testimonia l’importanza della coralità nella promozione della cultura montana.
L’importanza dell’appartenenza
Il sindaco Ianeselli ha sottolineato come l’impegno di Zanotti abbia contribuito a creare un senso di appartenenza tra i cittadini di Trento. “L’appartenenza è fondamentale per la vita delle persone”, ha affermato Ianeselli, riconoscendo l’importanza di questo valore in un contesto sociale sempre più liquido e frammentato.
Zanotti ha affrontato questo tema con coraggio, ribadendo che mantenere la propria cultura in un mondo globalizzato non significa promuovere una società frammentata e divisa. Anzi, ha sottolineato l’importanza di un lavoro virtuoso di opinione pubblica e di elaborazione culturale diffusa per ricreare una coscienza condivisa.
“Andrea Zanotti si è posto come un intellettuale vero, mettendo a disposizione il proprio pensiero in modo disinteressato e libero”, ha concluso Ianeselli, sottolineando il contributo significativo di Zanotti alla vita culturale di Trento.



