Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha appena sancito, all’unanimità, una nuova normativa dedicata a Corradino D’Ascanio, l’ingegnere natalizio di Popoli, in provincia di Pescara, e al suo celebre veicolo, la Vespa. Il provvedimento, presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, vuole celebrare l’80° anniversario della nascita della due ruote e reinstaurare il legame storico tra l’innovazione abruzzese e il design italiano.
Dettagli della legge sulla valorizzazione di D’Ascanio e della Vespa
Il testo riconosce ufficialmente il valore storicoculturale e tecnologico dell’ingegnere, definendolo una figura centrale dell’ingegneria del Novecento. Tra le misure previste, la legge istituisce la Giornata regionale dell’ingegno abruzzese-Corradino D’Ascanio promuove percorsi didattici nelle scuole, collaborazioni con le università regionali e itinerari turistici dedicati ai luoghi legati all’inventore. Inoltre, vengono previsti raduni, mostre e spazi espositivi per raccontare la storia della Vespa e della produzione industriale abruzzese.
Impatto sulla formazione e sul turismo
Le scuole potranno inserire moduli sull’innovazione e sul design, mentre le università avranno la possibilità di avviare progetti di ricerca interdisciplinari. Sul fronte turistico, i comuni di Popoli, L'Aquila e dei territori circostanti potranno organizzare percorsi tematici, valorizzando il patrimonio industriale e creando nuove opportunità economiche senza gravare ulteriormente sulle finanze regionali.
La crisi dei rifiuti: un’emersione di tensioni interne al centrodestra
Parallelamente, la stessa assemblea ha rimandato a una prossima seduta, fissata per l’8 ottobre, la discussione sulla riforma della gestione dei rifiuti, un tema che sta mettendo a dura prova la coesione del gruppo di governo guidato dal presidente Marco Marsilio (FdI). L’emendamento proposto da Massimo Verrecchia, co-firmato dalla vicepresidente Marianna Scoccia (Noi Moderati), prevede la creazione di sub-ambiti più ristretti, con una autonomia più marcata nella programmazione e nella scelta dei gestori, in contrasto con il modello anulare definito nella legge di maggio.
Chi sostiene e chi si oppone all’emendamento
Il sostegno proviene da una coalizione eterogenea: oltre a Verrecchia e Scoccia, hanno firmato l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri (FdI), il consigliere di Forza Italia Leonardo D’Addazio, il presidente della Lega Vincenzo D’Incecco e vari esponenti di giovani gruppi politici. Dall’altro lato, la maggioranza dei delegati di FdI – tra cui il consigliere delegato ai rifiuti Nicola Campitelli, il presidente della commissione Sanità Paolo Gatti e la consigliera Marilena Rossi – ha espresso una chiara contrarietà, allineandosi alla posizione del presidente Marsilio e del sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi.
La spaccatura è evidente anche nelle dichiarazioni pubbliche: mentre alcuni hanno dichiarato “non commento”, altri hanno evitato di rispondere, sottolineando che la questione non era all’ordine del giorno. L’assenza del presidente Marsilio durante la sessione ha ulteriormente alimentato l’incertezza sulla capacità del centrodestra di trovare un accordo su quanti ambiti debbano gestire i rifiuti e su quali società debbano essere incluse nel nuovo assetto.
Prospettive future e possibili scenari
Il futuro della normativa sui rifiuti dipenderà dalla capacità del gruppo di governo di mediare tra le richieste di autonomia locale e la necessità di mantenere una struttura di controllo regionale efficace. Se l’emendamento verrà accettato, la regione potrebbe introdurre una gestione più flessibile, potenzialmente più reattiva alle esigenze dei vari comuni della Marsica e della Valle Peligna. In caso contrario, il modello attuale, con quattro grandi ambiti provinciali e un unico organo di indirizzo, rimarrà in vigore, ma con il rischio di approfondire le divisioni interne.
Nel frattempo, la legge sulla Vespa si muove verso la sua attuazione, promettendo di trasformare il patrimonio storico in una leva di crescita culturale ed economica per l’Abruzzo. Due fronti così diversi – uno celebrativo e l’altro conflittuale – evidenziano la complessità della politica regionale, dove l’orgoglio per l’innovazione convivente con le difficoltà di gestione quotidiana dei servizi pubblici.



