La Perdonanza celestiniana è ripartita ufficialmente con la sua 732esima edizione, portando al centro della scena i simboli religiosi e civili che contraddistinguono L’Aquila. La cerimonia inaugurale del 23 agosto ha unito riti tradizionali e linguaggi contemporanei: il percorso del Fuoco del Morrone iniziato il 16 agosto dall’eremo di Sant’Onofrio a Sulmona si è concluso con la storica accensione del Tripode della Pace mentre lo spettacolo inaugurale è stato trasmesso in diretta nazionale.
Prima accensione a Piazza Palazzo e autorità presenti
La prima cerimonia si è svolta in Piazza Palazzo davanti alla sede municipale di Palazzo Margherita. Gli ultimi tedofori, Mario Centi e Riccardo Marcolli hanno consegnato la torcia al sindaco Pierluigi Biondi per l’accensione istituzionale del Tripode della Pace, alla presenza di rappresentanti civili, religiosi e militari. Tra i presenti vi erano l’arcivescovo mons. Antonio D’Angelo il presidente della Regione Marco Marsilio e il presidente della Provincia Angelo Caruso. Questo primo momento ha ribadito il valore pubblico della Perdonanza come rito che intreccia memoria storica e impegno civico.
Il significato civile del rito
Nel corso della cerimonia il sindaco ha richiamato la continuità tra la Perdonanza e il cammino di ricostruzione della città dopo il sisma del 2009 ricordando le 309 vittime e collegando il ricordo a eventi recenti come il decennale del terremoto di Amatrice, che ricorre domani. L’accensione del Tripode è stata descritta come un gesto laico della Municipalità che richiama l’originaria indulgenza d’agosto concessa da Celestino V e come simbolo di speranza per le comunità colpite dal sisma.
Spettacolo a Collemaggio e diretta nazionale
Sotto la regia artistica di Leonardo De Amicis nella cornice della Basilica di Collemaggio è andato in scena uno spettacolo corale intitolato “La forza del perdono”, costruito su musica, immagini e testimonianze. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai1 con l’apertura prevista alle 21:40 che ha dato ulteriore visibilità nazionale alla manifestazione e ha replicato l’accensione del Tripode per il pubblico televisivo.
Il percorso simbolico del Fuoco del Morrone
Il Fuoco del Morrone partito da Sant’Onofrio a Sulmona il 16 agosto ha rappresentato il filo conduttore che ha collegato i luoghi sacri e civici fino alla Basilica di Collemaggio dove la proposta artistica ha cercato di tradurre in linguaggio scenico i temi del perdono della pace e della riconciliazione. L’accensione è prevista per restare viva fino ai vespri del 29 agosto ponendo il fuoco come segno di continuità e memoria.
Messaggi religiosi e culturali dalle istituzioni
L’arcivescovo mons. Antonio D’Angelo ha sottolineato come la luce del fuoco richiami lo Spirito Santo e offra una possibilità di rinascita morale e spirituale dopo le ferite del passato. La cerimonia è stata letta come momento di riscoperta di valori: la misericordia, la dignità umana e la capacità di rialzarsi, elementi ritenuti centrali nella tradizione della Perdonanza e nella vita culturale della città, ora riconosciuta come Capitale italiana della cultura.
Il sindaco ha inoltre richiamato figure storiche e passi significativi del dialogo tra le fedi per rimarcare il ruolo pubblico della Perdonanza: il richiamo a Francesco d’Assisi nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte è servito a evidenziare l’eredità pacificatrice che la città intende onorare. Le parole pronunciate dagli amministratori hanno inteso collegare il rito antico con l’urgenza contemporanea di promuovere pace e convivenza.
La 732esima edizione della Perdonanza, con la sua doppia accensione del Tripode della Pace, ha quindi unito cerimonia, memoria e spettacolo: un appuntamento che prosegue fino al 29 agosto con la volontà esplicita di trasformare un rito antico in un messaggio pubblico di speranza, ricostruzione e dialogo.



