3 Ottobre 2026 🌤 15°

Rewilding Apennines e l’impegno per i fiumi liberi: obiettivo 25.000 km entro il 2030

Un'iniziativa ambiziosa sta lavorando per liberare i fiumi italiani da barriere obsolete, con l'obiettivo di restituire 25.000 km di corsi d'acqua al loro flusso naturale entro il 2030

Rewilding Apennines e l’impegno per i fiumi liberi: obiettivo 25.000 km entro il 2030

I fiumi italiani sono oggi intrappolati in una rete di barriere obsolete che ne ostacolano il corso naturale. Si stima che ci siano circa 1,2 milioni di queste strutture, con una media drammatica di quasi una barriera ogni chilometro e mezzo. La maggior parte di queste infrastrutture, ormai inutili, continua a danneggiare gravemente gli ecosistemi fluviali.

Come sottolineato da Rewilding Apennines queste barriere continuano a spezzare i corridoi lungo cui viaggiano acqua, sedimenti e animali. La buona notizia è che il 68% di queste strutture sono sotto i due metri di altezza, il che le rende relativamente facili da rimuovere, a patto di sapere esattamente dove si trovano e come intervenire.

Il progetto di Rewilding Apennines per liberare i fiumi

Rewilding Apennines sta lavorando attivamente per contribuire al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo europeo di garantire 25.000 km di fiumi restituiti al libero flusso entro il 2030. L’associazione ha iniziato il suo imponente lavoro sul campo già nel 2026 percorrendo 169 km sui fiumi Liri, Sagittario, Gizio e Sangro e censendo 289 barriere.

Da quel monitoraggio si è passati rapidamente ai fatti, con le prime cinque rimozioni sul fiume Giovenco nel 2026 seguite da un ulteriore importante intervento di rimozione sul fiume Liri nel 2026. Grazie al sostegno di Open Rivers Programme l’azione ecologista compie oggi un decisivo passo in avanti con l’apertura di due nuovi e strategici fronti di lavoro sul territorio.

La rimozione della briglia di Puntarola sul Giovenco

Il primo fronte operativo è finalizzato a preparare la rimozione della briglia di Puntarola sul fiume Giovenco situata a 8,3 km a valle delle cinque strutture già demolite nel 2026. Questa operazione risponde a una visione lungimirante: l’associazione ha infatti dichiarato che l’obiettivo di lungo periodo è fare del Giovenco il primo fiume interamente a flusso libero dell’Appennino.

Il progetto sul fiume Aterno-Pescara

Il secondo fronte tocca l’Aterno-Pescara che rappresenta il bacino più grande d’Abruzzo. In quest’area, i tecnici mapperanno capillarmente le barriere lungo 220 km di corsi d’acqua per individuare quali si possono rimuovere. L’obiettivo è riuscire a liberare da un minimo di 10 fino a 30 km di fiume, restituendo nuova vita e continuità all’ambiente acquatico.

Questi interventi rappresentano un passo fondamentale verso la restituzione dei fiumi italiani al loro stato naturale, un obiettivo che richiede impegno e collaborazione tra tutte le parti coinvolte.

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