Sarah e Alisya 16 e 12 anni, sono state ritrovate dai Carabinieri in un appartamento popolare di Formia dopo due settimane di ricerche, al termine di un blitz scattato nella serata di domenica. Le minori si erano allontanate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, con una data dell’allontanamento indicata inizialmente al 21 giugno mentre ricostruzioni successive parlano della notte tra il 6 e il 7 giugno e sono state rintracciate nel quartiere Rio Fresco.
Il caso è rilevante perché ha portato al fermo della madre Valentina D’Acunto del suo compagno Vincenzo Esposito e del nonno Marco D’Acunto con l’accusa di sequestro di persona aggravato. La Procura di Sulmona coordina l’inchiesta su un presunto piano di occultamento basato su sim attivate abusivamente e contatti schermati. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.
Il ritrovamento a Formia e il blitz dei Carabinieri
La svolta è arrivata grazie a una videochiamata partita dalla madre verso un recapito sotto osservazione, intestato a un cittadino pachistano, che ha permesso di geolocalizzare le ragazze. Gli investigatori hanno fatto irruzione nell’alloggio di una parente ottantenne e hanno trovato le sorelle in buone condizioni generali pur provate dall’isolamento; una delle due non aveva più gli occhiali. All’arrivo dei militari, le giovani si sono chiuse nella stessa stanza in cui avevano vissuto nei giorni precedenti e hanno detto di voler stare “con la mamma”.
Il procuratore capo di Sulmona Luciano D’Angelo ha riferito che le minori erano “chiuse in una stanza per due settimane”, senza poter aprire le persiane e con uscite consentite solo per i pasti e per guardare brevemente la televisione. “Quando le abbiamo trovate, le bambine non hanno fatto salti di gioia”, ha spiegato, descrivendo un contesto di limitazione della libertà personale che resta al vaglio degli inquirenti per la qualificazione giuridica dei fatti.
I provvedimenti: fermi per madre, compagno e nonno
Nei giorni successivi al ritrovamento, la Procura ha disposto il fermo di Valentina D’Acunto, di Vincenzo Esposito e di Marco D’Acunto per il pericolo di fuga e il rischio di depistaggio. Il decreto ha evidenziato la disponibilità di almeno sette delle dieci schede telefoniche acquistate abusivamente a Napoli, elemento ritenuto idoneo a favorire ulteriori spostamenti con le minori. I due uomini sono stati tradotti nella casa circondariale di Sulmona e la donna nel carcere di Teramo.
Nell’indagine compare il ruolo dell’anziana parente che ospitava le ragazze, indagata a piede libero. La donna ha spiegato di averle accolte su ordine e ha sostenuto che, se le minori volevano stare con la madre, lo rifarebbe. Gli inquirenti stanno valutando il grado di consapevolezza dell’ottantenne rispetto alla ricerca in corso e alle misure adottate per evitare contatti con l’esterno all’interno dell’appartamento.
La ricostruzione dei giorni di isolamento e gli elementi tecnici
Secondo gli accertamenti, le ragazze avevano con sé un telefono nascosto dentro il cartone di un panettone e una sim fornita dalla madre, intestata a un soggetto pachistano. Le tapparelle abbassate l’assenza di contatti con l’esterno e i movimenti contingentati delineano un quadro di custodia stringente, oggetto di valutazione per qualificare la condotta degli adulti coinvolti. Il procuratore ha precisato che il reato di sequestro può configurarsi anche in presenza di acquiescenza della persona offesa, specie se minore.
La dinamica dell’allontanamento è oggetto di verifica in una prima fase è stato indicato il 21 giugno, mentre altre ricostruzioni collocano la fuga nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Le operazioni sono state condotte dai Carabinieri dei comandi provinciali dell’Aquila e di Latina, con il supporto dei Ros. Il luogo del ritrovamento è un alloggio popolare nel quartiere Rio Fresco di Formia, dove le sorelle sarebbero rimaste confinate fino all’intervento degli investigatori.
Tutela delle minori, reazioni e quadro giudiziario
Le due sorelle sono state collocate in una struttura protetta e sono sotto la tutela del sindaco di MinturnoGerardo Stefanelli che ha deciso di lasciare loro tempo prima di incontrarle e ha rimandato a ulteriori valutazioni sui tempi del ricongiungimento con il padre. “Per il momento non so dare dei tempi”, ha detto, richiamando la necessità di proteggere la riservatezza delle minori nei prossimi passaggi. Parallelamente, gli uffici sociali stanno predisponendo i sostegni previsti.
Il padre, Stefano Di Giacinto ha espresso sollievo: “Alisya e Sarah sono sane e salve… Papà c’è. Vi amo”, e ha accusato un malore quando ha raggiunto la caserma per riabbracciarle, venendo soccorso dal 118. Il legale del padre ha ricordato un provvedimento del 28 maggio che ha tolto alla madre la responsabilità genitoriale e ha riconosciuto risarcimenti per danni morali e psicologici. Il procuratore ha definito il contesto un caso di “amore genitoriale malato”, aggiungendo: “Le bimbe? Non hanno mai avuto qualcuno a occuparsi di loro”.
Tra i profili esclusi dall’indagine compare il fidanzato della sedicenne, Youssef che non risulta in contatto con gli indagati: “L’unica sua ‘colpa’ è di essersi innamorato della più grande”, ha precisato D’Angelo. Le verifiche proseguono su ogni aspetto della permanenza a Formia, compreso l’uso delle schede e i presunti supporti logistici, mentre si chiarisce la posizione dell’ottantenne. La comunità locale segue con apprensione, in attesa degli esiti dell’udienza di convalida dei fermi e delle eventuali ulteriori misure a tutela delle minori.



