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Esclusione di Sulmona dall’AGIR: tensione politica e richiesta di intervento regionale

Sulmona resta esclusa dal nuovo consiglio direttivo dell'AGIR nonostante ospiti la discarica di Noce Mattei; Direzione Sulmona parla di "schiaffo politico per la città e per l’intera Valle Peligna" e chiede alle tre consigliere regionali di presentare una proposta di legge

Esclusione di Sulmona dall’AGIR: tensione politica e richiesta di intervento regionale

Il rinnovo del consiglio direttivo dell’AGIR il 23 giugno ha scatenato una dura reazione politica a Sulmona. L’esponente di Direzione Sulmona Elisabetta Bianchi, ha denunciato l’assenza totale della città e della Valle Peligna nella composizione dell’organo che coordina la gestione dei rifiuti in Abruzzo, nonostante nel territorio sia presente la discarica comprensoriale di Noce Mattei.

La comunicazione pubblica di Bianchi definisce l’esito delle elezioni interne dell’Autorità come “schiaffo politico per la città e per l’intera Valle Peligna” e invita a una verifica politica sulle responsabilità dell’amministrazione comunale di Sulmona. Sullo sfondo rimane la richiesta di modificare la normativa regionale che disciplina l’AGIR affinché i Comuni che ospitano impianti di discarica abbiano peso garantito nei tavoli decisionali.

Composizione del nuovo consiglio direttivo e cariche regionali

Il nuovo organo di governo dell’AGIR è formato da sindaci di diversi comuni abruzzesi: Ernesto Graziani (Paglieta), nominato presidente del consiglio direttivo; Carlo Masci (Pescara); Giovanni Melchiorre (Bellante); Antonio Di Santo (Opi); Gianfranco De Massis (Elice); Giovanni Di Pangrazio (Avezzano) e Filippo Paolini (Lanciano). La presidenza dell’Assemblea d’Ambito resta al sindaco de L’AquilaPierluigi Biondi.

Secondo la denuncia di Direzione Sulmona, questa composizione rappresenta “Una mappa del potere” che esclude la Valle Peligna dalle decisioni strategiche sul ciclo dei rifiuti. La critica punta il dito sul fatto che altri enti, pur avendo un peso demografico o servitù ambientali inferiori, riescono a garantirsi ruoli di rilievo all’interno dell’AGIR.

Il nodo della rappresentanza territoriale

Nel documento di Bianchi si sottolinea come la presenza di una discarica comprensoriale sul proprio territorio implichi oneri ambientali, logistici e sociali che dovrebbero tradursi in voce e peso nei processi decisionali. La proposta avanzata è netta: riconoscere per legge il diritto dei Comuni ospitanti impianti di rifiuti a sedere di diritto nel consiglio direttivo e a disporre di una maggiore quota nelle scelte strategiche.

Richiesta di intervento politico e proposta legislativa

La reazione politica non si limita alla denuncia pubblica. Direzione Sulmona rivolge un appello diretto alle tre consigliere regionali espressione del territorio — Marianna ScocciaMaria Assunta Rossi e Antonietta La Porta — chiedendo che presentino con urgenza una proposta di legge per modificare la normativa istitutiva dell’AGIR. La modifica richiesta mira a stabilire un principio di compensazione politica: chi assume oneri ambientali deve poter incidere sulle decisioni che riguardano tali oneri.

Nel contempo, la nota sollecita il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi e la maggioranza che governa Palazzo San Francesco a uno scatto di responsabilità politica. Secondo Direzione Sulmona, la permanenza al governo cittadino deve essere costantemente giustificata dall’efficacia nell’interesse superiore della comunità; l’assenza di incisività a livello sovracomunale è indicata come motivo di seria riflessione sull’azione amministrativa.

Le implicazioni per la Valle Peligna

L’esclusione dal consiglio direttivo dell’AGIR denuncia la nota, non è solo un fatto simbolico: colpisce la capacità del territorio di partecipare alle scelte che regolano la gestione dei rifiuti, con ripercussioni pratiche su pianificazione degli impianti, monitoraggio ambientale e distribuzione degli oneri. Per Direzione Sulmona, lasciar fuori Sulmona significa mantenere la città nella condizione di subire «pattumiera» senza adeguati strumenti di tutela.

La richiesta di riforma legislativa e la sollevazione politica locale aprono ora un confronto istituzionale che interesserà il Comune di Sulmona e il Consiglio Regionale. La proposta di legge invocata punta a trasformare un principio di equità territoriale in norma, garantendo ai territori con impianti strategici un ruolo riconosciuto nella governance regionale dei rifiuti.

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