Il 26 giugno 2026, la Commissione Territorio della Regione Abruzzo approvava all’unanimità una risoluzione contro la centrale e il metanodotto Snam a L’Aquila. Dodici mesi dopo, il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, e il Comitato No Snam L’Aquila denunciano l’assenza di azioni concrete da parte della Regione.
La risoluzione impegnava il presidente Marco Marsilio, la Giunta e l’assessore competente a intraprendere una serie di iniziative per contrastare il progetto, tra cui la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e ulteriori studi sul rischio sismico e sulle distanze di sicurezza. Tuttavia, a distanza di un anno, nessuno di questi impegni è stato mantenuto.
La denuncia di Pietrucci e Amadio
Pierpaolo Pietrucci e Emanuele Amadio, rappresentante del Comitato No Snam L’Aquila, hanno espresso forte preoccupazione per la mancanza di interventi concreti. “Un anno senza risposte” dichiarano, sottolineando che i numerosi Comuni interessati dal tracciato del metanodotto, in particolare quelli delle aree interne, rimangono senza adeguata tutela.
“La nostra battaglia continua su tutti i fronti”, afferma Pietrucci. “Presto torneremo in Commissione Vigilanza per richiedere la piena attuazione della risoluzione e verificare come la Regione Abruzzo intenda muoversi al riguardo.” Il consigliere regionale ha inoltre annunciato la prosecuzione del dialogo con le amministrazioni locali ed enti coinvolti per valutare le criticità del progetto e le questioni legate alla sicurezza e alla trasparenza.
Un progetto obsoleto e retrogrado
Pietrucci e Amadio ribadiscono la loro netta contrarietà all’opera, definendola “retrograda e obsoleta”. Secondo loro, lo sviluppo dei territori non può più passare attraverso le fonti fossili, ma deve orientarsi verso un modello energetico sostenibile. “Il futuro dei nostri territori non può più passare per le fonti fossili ed è urgente invertire la rotta verso un modello energetico sostenibile”, sottolinea Pietrucci.
La posizione contraria alla realizzazione della centrale e del metanodotto resta al centro del dibattito politico e territoriale, con il Comitato No Snam e gli amministratori contrari all’opera pronti a proseguire il confronto istituzionale.



