6 novembre 2026 ☁ 10°

Piano urbanistico L’Aquila: opposizione critica proroga e procedure

L'opposizione del Comune dell'Aquila accusa l'assessore De Santis di aver sfruttato una proroga regionale per evitare una figuraccia e sanzioni.

Piano urbanistico L’Aquila: opposizione critica proroga e procedure

L'Aquila si trova al centro di una polemica riguardante il nuovo piano urbanistico comunale. L’opposizione, rappresentata dai consiglieri Stefania Pezzopane e Paolo Romano, ha criticato aspramente l’amministrazione per la gestione del processo di approvazione del piano.

La questione ruota attorno alla perimetrazione del territorio urbanizzato della città, un passaggio cruciale per la pianificazione urbanistica. L’assessore Francesco De Santis ha celebrato l’accelerazione del processo, ma l’opposizione ha sollevato dubbi sulla legittimità e tempestività delle procedure adottate.

La proroga regionale e le critiche dell’opposizione

Secondo i consiglieri di opposizione, l’amministrazione ha beneficiato di una seconda proroga concessa dalla Regione Abruzzo, che ha spostato il termine per l’approvazione del piano al 21 dicembre 2026. De Santis ha presentato il piano come un successo, sostenendo di averlo consegnato sei mesi prima della scadenza della proroga. Tuttavia, Pezzopane e Romano hanno definito questa affermazione un successone solo grazie alla proroga.

La nota dell’opposizione sottolinea che la procedura è viziata di legittimità sin dal suo inizio, poiché l’adozione del piano urbanistico comunale (PTU) è di competenza del consiglio comunale, non della Giunta. Questo passaggio, cruciale sul piano istituzionale, è stato completamente ignorato dall’amministrazione.

Le criticità tecniche del piano urbanistico

Oltre alle questioni procedurali, l’opposizione ha sollevato critiche di merito sul contenuto del piano. Secondo i consiglieri, il PTU predisposto dall’amministrazione non rappresenta una vera ricognizione del territorio urbanizzato esistente, ma una riproposizione delle vecchie previsioni del PRG, comprese vaste aree edificabili mai attuate dal 1979 a oggi.

Il piano somma tutto in un unico grande perimetro, alterando la funzione stessa del PTU. Questa impostazione è in contrasto con la nuova legge urbanistica regionale, che mira a contenere il consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana. L’opposizione ha definito questa scelta machiavellica poiché amplia artificialmente il PTU, aumentando automaticamente le quote di nuova edificazione consentite durante la fase transitoria.

Le conseguenze della proroga e le prossime mosse

Grazie alla seconda proroga regionale, ci sono ancora sei mesi per sanare la procedura sulla perimetrazione del territorio urbanizzato. Tuttavia, l’opposizione ha avvertito che, se l’assessore continuerà a seguire solo la via della propaganda, al Comune non sarà consentito il rilascio di titoli abilitativi per interventi di nuova costruzione su aree che non rispettano le caratteristiche previste dalla legge.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni politiche e urbanistiche, con l’opposizione che accusa l’amministrazione di ignorare le norme e di perseguire obiettivi espansivi in contrasto con le leggi regionali. La questione rimane aperta, con la speranza che le prossime mosse dell’amministrazione possano risolvere le criticità sollevate.

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