La querelle politica a Sulmona è esplosa pubblicamente il 28 giugno con una dichiarazione netta di Elisabetta Bianchi di Direzione Sulmona che replica alle osservazioni del sindaco Luca Tirabassi. Al centro del confronto c’è la gestione del Consiglio Direttivo dell’AGIR Abruzzo e la ricaduta di quella scelta sulle rappresentanze territoriali.
La discussione entra nel merito delle procedure e dello statuto: la nota di Bianchi rivendica che Direzione Sulmona non abbia «portato fuori strada alcuno» e ribadisce l’impegno a difesa degli interessi della città. La tensione trae spunto dall’assemblea dell’AGIR tenutasi il 16 giugno evento che secondo le parti ha avuto interpretazioni divergenti riguardo alla natura della decisione assunta.
Le regole dello statuto e la durata del direttivo
Secondo la ricostruzione proposta da Direzione Sulmona, il Consiglio Direttivo dell’AGIR Abruzzo resta in carica per 3 anni: ciò implica che il direttivo eletto nel 24 avrebbe scadenza nel 26. Da questo dato nascono le valutazioni sulla legittimità della riconferma operata in assemblea. Bianchi sottolinea che il direttivo può essere sia rinnovato sia riconfermato a seguito delle elezioni amministrative che interessano i comuni della regione, meccanismo che serve ad aggiornare la rappresentanza territoriale.
Il nodo della riconferma del 16 giugno
La seduta del 16 giugno è stata al centro delle critiche del sindaco e della maggioranza che avevano definito la richiesta di attualità dell’opposizione «palesemente tardiva». Secondo Tirabassi, l’assemblea non prevedeva un’elezione ma la presa d’atto della riconferma di tre sindaci già componenti dell’organismo. In tale lettura, l’opposizione si sarebbe affidata a informazioni fuorvianti e avrebbe così «finendo inevitabilmente fuori strada».
La replica di Direzione Sulmona e gli argomenti politici
La risposta di Elisabetta Bianchi contrappone a quella lettura una difesa delle procedure: Direzione Sulmona sostiene che non vi sia stata alcuna disinformazione e che l’azione messa in campo mira esclusivamente alla tutela degli interessi di Sulmona. Bianchi ricorda che, nonostante il cambiamento politico municipale con l’elezione del sindaco Luca Tirabassi nel 2026 il direttivo è stato riconfermato nella stessa composizione uscita dall’elezione del 24.
La nota contiene anche un tono di sfida politica: «Annamo.. bene!!», una citazione che rimanda a commenti esterni attribuiti a Roma, è stata evocata nell’ambito della replica; più incisiva è la chiusura rivolta al sindaco, «Sulmona no», che sintetizza la posizione di chi ritiene insufficiente la tutela locale messa in atto dalla giunta comunale.
Implicazioni per la rappresentanza comunale
Per Direzione Sulmona la vicenda evidenzia una mancata capacità della maggioranza comunale di esercitare il proprio peso politico negli enti sovracomunali. Bianchi accusa l’amministrazione di non aver proposto cambiamenti o alternative nel corso dell’assemblea, accettando così la riconferma dell’organismo senza battute d’arresto.
La disputa segna un momento di confronto istituzionale che porta alla ribalta il ruolo del Comune di Sulmona negli organismi regionali: la gestione della rappresentanza nell’AGIR Abruzzo resta un punto sensibile per le ambizioni politiche e per la tutela degli interessi locali.
Resta infatti da chiarire se la diversità di interpretazione sul significato di «riconferma» rispetto a «rinnovo» possa tradursi in successive iniziative politiche o amministrative da parte del Comune. Per ora, lo scambio di dichiarazioni tra il sindaco e Direzione Sulmona mantiene acceso il confronto politico a Palazzo San Francesco, con effetti visibili nel dibattito cittadino e nelle relazioni con gli enti sovracomunali.



