In un dramma che ha scosso la tranquillità di Civitanova Marche, Isabella Di Mattia, una 34enne originaria di Teramo, è stata mantenuta in carcere con l’accusa di aver ucciso il suo compagno, Marco Pennesi, un 62enne. L’omicidio è avvenuto il 1 luglio nella mansarda dove la coppia viveva. La decisione è stata presa dal gip Giovanni Manzoni di Macerata, che ha escluso il pericolo di fuga ma ha ritenuto necessario il carcere per il pericolo di reiterazione del reato.
La vicenda ha visto la luce quando, nel tardo pomeriggio di quel giorno, i vicini hanno udito forti rumori e urla provenire dall’appartamento in viale Matteotti. La scoperta del cadavere di Pennesi, riverso in una pozza di sangue, ha scatenato un’indagine immediata che ha portato al fermo di Di Mattia, trovata in possesso di un coltello a serramanico di 17 centimetri.
La ricostruzione dei fatti secondo Isabella Di Mattia
Durante l’udienza di convalida, durata diverse ore, Di Mattia ha confermato la sua versione dei fatti, già resa agli investigatori nei giorni precedenti. Secondo la sua dichiarazione, sarebbe stata sequestrata nell’appartamento dall’ex compagno, che le avrebbe impedito di uscire posizionando un mobile davanti al portone di ingresso. La donna ha affermato di aver reagito dopo ore di violenze e minacce, sferrando la coltellata al braccio di Pennesi, che si è rivelata fatale.
Il difensore della donna, l’avvocato Massimo Pistelli, ha sottolineato che Di Mattia ha mantenuto un racconto coerente fin dall’inizio della vicenda e intende ‘raccontare la sua verità’. La difesa sostiene che il fatto sia maturato in un contesto di violenza e sopraffazione, escludendo qualsiasi premeditazione.
Le indagini e l’autopsia
Il pubblico ministero Enrico Riccioni ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita il 7 luglio dal medico legale Antonio Tombolini. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Macerata e dalla Polizia Scientifica, hanno portato alla luce dettagli inquietanti. Secondo la prima ricognizione del medico legale, Pennesi è deceduto presumibilmente per dissanguamento a causa di un fendente al braccio. Tuttavia, sul cranio della salma sono state riscontrate anche due profonde lesioni da corpo contundente, compatibili con due manubri da palestra sequestrati nell’appartamento.
Le testimonianze dei vicini
Le testimonianze dei residenti della palazzina di viale Matteotti hanno confermato che intorno alle ore 15:00 di quel giorno avevano udito forti rumori e urla provenire dall’appartamento. Una condomina ha tentato di chiedere spiegazioni, ma Di Mattia ha risposto che la situazione era sotto controllo e che il partner si trovava in ospedale. Insospettiti dalla versione, i vicini hanno contattato il cugino di Pennesi, che ha fatto la macabra scoperta intorno alle ore 18:30.
La vicenda continua a essere al centro dell’attenzione delle autorità, che stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti. Intanto, Isabella Di Mattia resta in carcere, in attesa dei risultati dell’autopsia e delle ulteriori indagini.



