In un’epoca in cui la digitalizzazione è diventata un pilastro fondamentale per lo sviluppo territoriale, Avezzano si pone all’avanguardia con un progetto ambizioso: la creazione della Quinta Provincia. Questo progetto, presentato alla Commissione Europea mira a unificare tutte le aree interne dell’Abruzzo, trasformandole in un laboratorio di innovazione sociale e digitale.
La visione di Giovanni Di Pangrazio per le aree interne
Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio è il principale promotore di questa iniziativa. La sua visione è chiara: “Le nostre aree interne non devono essere vissute come un problema, ma come una risorsa da valorizzare. Custodiscono un patrimonio unico di biodiversità, produzioni agricole, cultura e tradizioni.”
Il progetto della Quinta Provincia nasce dalla necessità di affrontare le criticità delle aree interne abruzzesi, come lo spopolamento l’invecchiamento demografico e la riduzione dei servizi. Di Pangrazio sottolinea l’importanza di garantire il diritto a restare e di ridurre il gap informatico che caratterizza queste zone.
L’Hub delle Competenze Digitali delle Aree Interne d’Abruzzo
Un elemento chiave del progetto è la creazione dell’Hub delle Competenze Digitali delle Aree Interne d’Abruzzo, che sarà ospitato nei locali del Municipio storico di Avezzano. Questo centro di alta formazione avrà il compito di sviluppare competenze digitali e sperimentare l’intelligenza artificiale contrastando così la fuga dei cervelli dall’Abruzzo.
La strategia europea e i fondi disponibili
La strategia elaborata dal Comune di Avezzano è stata candidata in Europa nel mese di giugno scorso. L’obiettivo è ottenere un riconoscimento ufficiale per la Quinta Provincia, che potrebbe diventare un modello per altre regioni europee. La Commissione Europea riconosce l’importanza di potenziare le aree interne e ha stanziato fondi specifici per questo scopo.
Secondo le ultime stime, risalenti alla primavera scorsa, delle risorse della Strategia SNAI (programmazione 2014-2026), è stato speso poco più della metà. Questo dimostra la necessità di una gestione più efficiente delle risorse e di una strategia organica per lo sviluppo delle aree interne. “Lo studio di una strategia organica permetterà di trasformare le aree interne da territori percepiti come marginali a laboratori europei di innovazione sociale,” afferma Di Pangrazio.
Il diritto a restare e il cambiamento di paradigma
Il concetto di diritto a restare è al centro del progetto della Quinta Provincia. “Rimanere, trasferirsi e tornare sono azioni che non devono essere condizionate dalla mancanza di servizi essenziali,” sottolinea il sindaco. Questo approccio mira a garantire equità sociale e sviluppo sostenibile, permettendo ai cittadini di scegliere liberamente dove vivere e costruire il proprio futuro.
La Quinta Provincia non solo unisce le varie aree interne della Regione, ma identifica anche territori esclusi dalla perimetrazione classica che vivono le stesse condizioni. Questo progetto rappresenta un cambiamento di paradigma, mettendo in discussione le tradizionali dinamiche di sviluppo territoriale.
La strada è ancora lunga, ma il percorso è stato avviato. La conferenza stampa allargata a partner tecnici di alto livello segnerà l’inizio di un percorso strutturato e condiviso, che potrebbe rivoluzionare il futuro delle aree interne abruzzesi.



