La politica italiana continua a sorprendere con i suoi colpi di scena. Ieri, alla Camera dei Deputati, si è consumato l’ennesimo atto di una commedia che sembra scritta da un drammaturgo sadico. La maggioranza di centrodestra ha subito una cocente sconfitta, con la bocciatura di un emendamento cruciale sulla riforma elettorale.
Al centro del dibattito c’era il cosiddetto Stabilicum la riforma elettorale voluta dalla Premier giorgia meloni per rafforzare il premierato. Per superare le resistenze interne di Lega e Forza Italia era stato introdotto un emendamento che prevedeva una parvenza di preferenze, un sistema semi-bloccato con il capolista blindato e la possibilità di esprimere preferenze solo per i candidati successivi.
La bocciatura dell’emendamento e le reazioni
L’emendamento è stato bocciato per un solo voto, nel segreto dell’urna. Una sconfitta che ha scatenato le ire della Premier contro la ‘palude’ e la gioia scomposta delle opposizioni. La contraddizione è evidente: mentre all’interno del Palazzo si discute di riforme elettorali, l’opinione pubblica sembra sempre più disillusa e rassegnata.
Lo scorso marzo, una proposta di legge d’iniziativa popolare per reintrodurre il proporzionale con preferenze reali, promossa dal Comitato Iniziative Popolari ha raccolto solo 522 firme. Un segnale chiaro della disaffezione dei cittadini verso la politica e delle difficoltà nel far sentire la propria voce.
Le preferenze e il paradosso della politica italiana
Il dibattito sulle preferenze rivela un paradosso: i partiti si trovano a discutere di riforme elettorali perché costretti dalla necessità di legittimare riforme costituzionali polarizzanti. Tuttavia, per la stragrande maggioranza dei parlamentari, l’idea di tornare sui territori a chiedere il voto mettendoci la faccia rappresenta un incubo insostenibile.
Discutere di preferenze in questo Parlamento è come chiedere all’impiccato di scegliere personalmente lo spessore e la fattura della corda con cui sarà giustiziato. Deputati e Senatori sanno di essere, nella stragrande maggioranza, dei ‘nominati’. Devono la loro fortuna politica non al radicamento sul territorio o alla stima dei propri concittadini, ma solo alla cieca fedeltà dimostrata al segretario di turno che decide le posizioni nelle caselle blindate del Rosatellum.
Le conseguenze della bocciatura
La bocciatura di ieri alla Camera non è stata una vittoria della democrazia, ma l’ennesimo istinto di conservazione di una classe politica che difende strenuamente il proprio diritto all’auto-riproduzione. Ha poco da esultare il così detto campo largo che ha accolto la bocciatura dell’emendamento con l’entusiasmo di chi l’ha scampata per l’ennesima volta e l’esultanza di chi ha evitato la morte politica.
Finché la riforma delle regole del gioco resterà affidata esclusivamente a chi da quelle regole trae il proprio sostentamento, ogni dibattito sulla reintroduzione delle preferenze sarà solo una recita a soggetto. Se il centrosinistra conservasse un barlume di coerenza rispetto alle dichiarazioni di vittoria di ieri, ora dovrebbe farsi promotore di un referendum per una nuova legge elettorale con proporzionale e voto di preferenza. Ma non lo farà, starà lì a menar il can per l’aia con ragionamenti e dichiarazioni sui massimi sistemi.
Le proposte di Fdi e le reazioni del centrosinistra
Fratelli d’Italia insiste per un’intesa sulle preferenze, anche se riguarderebbero solo i candidati del partito di Meloni: capolista bloccato e preferenze per gli altri, magari con liste scalabili. La querelle si è estesa al centrosinistra perché Chiara Gribaudo deputata vicina alla segretaria del Pd Elly Schlein ha aderito all’appello di alcune parlamentari pro liste bloccate.
Ha quindi un sapore polemico il controappello pro preferenze lanciato da alcune elette o ex elette di Comunità democratica guidate da Silvia CostaMonica Canalis e Annamaria Bigon tutte campionesse di preferenze. Un sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato su La Stampa rileva che il centrosinistra largo è mezzo punto avanti a un centrodestra senza Futuro Nazionale.



