La Giostra cavalleresca di Sulmona, evento storico che affonda le sue radici nel XVI secolo, si prepara a vivere un’edizione controversa. Quest’anno, infatti, nel corteo storico sfileranno anche i Bersaglieri che in piazza Maggiore daranno vita ad un’emozionante esibizione come annunciato durante la presentazione dell’evento.
La decisione ha suscitato perplessità tra i cittadini e gli attivisti per la pace, che si chiedono quale sia il collegamento tra i Bersaglieri e la Giostra d’Europa della pace in nome di Celestino V. La manifestazione, nata come evento civile di carattere storico, rischia di perdere la sua identità originale a causa di una crescente presenza militare in ambiti tradizionalmente civili.
La militarizzazione degli eventi civili: un fenomeno in crescita
Negli ultimi anni, si è assistito a una sempre più evidente penetrazione della presenza militare in vari ambiti della vita civile. Nelle scuole, ad esempio, si fa propaganda per l’arruolamento dei giovani mentre nelle rassegne militari i bambini vengono invitati a familiarizzare con l’uso delle armi. Questo clima militaresco è stato denunciato da Mario Pizzola del Movimento Nonviolento – Sulmona che lo scorso anno è stato cacciato da un evento in cui si premiavano degli studenti per aver mostrato un cartello con una frase di Papa Francesco“Educare i giovani alla pace e non alla guerra”.
Le dichiarazioni dei leader europei e le spese militari
La situazione è ulteriormente aggravata dalle dichiarazioni dei leader europei che ripetono come un mantra la necessità di prepararsi alla guerra. Hanno addirittura fissato una data entro cui il conflitto potrebbe verificarsi in Europa: entro il 2030. Per questo scopo, hanno deciso di spendere 800 miliardi di euro una cifra che verrà sottratta a bisogni vitali dei cittadini come sanità, istruzione e servizi sociali.
L’alleanza militare-industriale-finanziaria e il futuro della pace
L’alleanza militare-industriale-finanziaria sta facendo di tutto per convincerci dell’inevitabilità della guerra. Questo significa che dobbiamo abituarci a vedere i militari dappertutto, anche in eventi storici come la Giostra cavalleresca di Sulmona. La nostra classe politica, invece di spendere tutte le proprie energie per costruire una realtà in cui sia la pace a diventare inevitabile, fa da cassa di risonanza e braccio operativo di questa logica.
È importante ricordare che la prossima guerra, in un mondo in cui vi sono più di 12.500 testate atomiche pronte per essere usate, potrebbe essere l’ultima. Inoltre, a versare il sangue saranno, come sempre, le classi subalterne mentre i figli dell’élite politica e i detentori del potere reale, coloro che hanno in mano le leve dell’economia e della finanza, rimarranno al sicuro.
Davvero dobbiamo accettare passivamente tutto questo o abbiamo ancora la volontà e la capacità di spazzare via dalla nostra vita, e da quella di chi verrà dopo di noi, questo futuro da incubo?



