L’Abruzzo si trova in una situazione preoccupante riguardo alle liste d’attesa sanitarie. I dati più recenti, relativi al primo semestre 2026, mostrano un peggioramento significativo rispetto alla media nazionale, con impatti particolari su alcune categorie di prestazioni.
L’Agenas l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha pubblicato il suo ultimo Bollettino sulle liste d’attesa evidenziando come la regione abbia registrato un calo nelle percentuali di prestazioni erogate nei tempi previsti.
Prestazioni in calo: visite e esami diagnostici
Tra il primo semestre 2026 e il primo semestre 2026, l’Abruzzo ha visto un deterioramento sia per le prime visite che per gli esami diagnostici. Le prime visite sono passate dal 76,1% al 73,5%, con una variazione di -2,6 punti percentuali. Un calo ancora più marcato si è registrato per gli esami diagnostici, scesi dal 76,1% al 65,3%, con una flessione di 10,8 punti, la più alta in Italia.
Differenze per priorità di prestazione
Analizzando le singole priorità, emergono differenze significative. Per le prime visite, le prestazioni in classe U (urgente) sono migliorate, passando dal 77,8% all’87,1%, mentre quelle in classe B (breve) sono cresciute dal 72,6% al 74,5%. Al contrario, le classi D (differito) e P (programmata) hanno registrato un peggioramento, rispettivamente dal 68,7% al 64,7% e dal 91% all’83,7%.
Per quanto riguarda gli esami diagnostici, le prestazioni in classe U sono migliorate dal 68,5% all’83%, mentre le classi BD e P hanno subito un calo, rispettivamente dal 70,5% al 62,8%, dal 75,8% al 63,4% e dall’80,4% al 68,6%.
Confronto con la media nazionale
Questi dati mostrano una tendenza contraria rispetto alla media nazionale, dove si registrano miglioramenti in diverse regioni. L’Abruzzo, invece, si trova in una posizione critica, con un impatto particolare su alcune categorie di prestazioni che richiedono tempi di attesa più lunghi.
Le cause di questo peggioramento potrebbero essere molteplici, tra cui la gestione delle risorse sanitarie, la disponibilità di personale specializzato e l’organizzazione dei servizi. Tuttavia, i dati evidenziano la necessità di interventi mirati per migliorare la situazione e garantire ai cittadini tempi di attesa più adeguati.



