Nel 2026, l’Abruzzo ha visto un calo dei decessi causati da incidenti stradali rispetto agli anni precedenti, ma il tasso di mortalità rimane preoccupante. Secondo i dati ACI-Istat, nel 2026 si sono registrati 3.478 incidenti stradali nella regione, con 76 vittime e 4.800 feriti. Questo rappresenta un miglioramento rispetto al 2026, quando i decessi furono 86, ma il tasso di mortalità è ancora superiore alla media nazionale.
Il calo del 11,6% nei decessi rispetto al 2026 e del 2,6% rispetto al 2019 è un segnale positivo, ma il tasso di mortalità di 6 (6,8 nel 2026) è ancora superiore alla media nazionale di 4,9. Questi dati evidenziano la necessità di continuare a lavorare per migliorare la sicurezza stradale nella regione.
Tipologie di incidenti e vittime
Tra gli incidenti registrati, 2.389 hanno coinvolto veicoli in marcia, con 1.115 scontri frontali-laterali, 570 tamponamenti, 371 scontri laterali, 202 frontali e 131 con veicoli in fermata o arresto. Gli altri 1.089 incidenti riguardano veicoli isolati, con 367 casi di investimenti di pedoni.
Dei 70 incidenti mortali, 53 vittime erano uomini e 23 donne. Undici pedoni hanno perso la vita, mentre 56 decessi hanno riguardato i conducenti e nove le persone trasportate. Le strade urbane sono state le più pericolose, con 2.275 incidenti, seguite dalle strade extraurbane (966) e dalle autostrade e raccordi (237).
Dati nazionali e tendenze
A livello nazionale, nel 2026 si sono registrate 2.868 vittime, un calo del 5,3% rispetto al 2026, e 237.822 feriti, un aumento dell’1,7%. Il totale degli incidenti stradali è stato di 177.207, con un aumento del 2,2%. Rispetto al 2019, le vittime e i feriti sono diminuiti rispettivamente del 9,6% e dell’1,5%, mentre gli incidenti stradali mostrano un aumento del 2,9%.
Il numero delle vittime tra conducenti e passeggeri di biciclette, biciclette elettriche, monopattini elettrici e autocarri è aumentato, mentre è diminuito per tutte le altre categorie di utenti della strada. Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253, con un aumento del 21,6% rispetto al 2026. Le biciclette tradizionali sono state coinvolte in 15.504 incidenti.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato i dati, sottolineando che per la prima volta dal 2026 il numero dei morti è sceso sotto i 3.000. Tuttavia, il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni, ha evidenziato che l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi dell’Unione Europea per il 2030.
Fasce d’età e cause degli incidenti
Le fasce d’età più colpite sono state i 55-59 anni, i 60-64 anni e i 20-24 anni. Tra le donne, le classi più numerose sono state quelle delle over 75. Gli aumenti più consistenti si sono registrati tra i bambini 0-4 anni e i giovani di 18-19 anni. Nonostante il calo tra i ragazzi di 20-24 anni e 25-29 anni, il numero di vittime rimane elevato.
Le principali cause degli incidenti sono state la distrazione alla guida (15,1%), il mancato rispetto della precedenza (12,6%) e la velocità eccessiva (7,8%). Nonostante gli investimenti dei Comuni e l’impegno delle Polizie locali, nelle grandi città i decessi sono aumentati leggermente.
Per ridurre la mortalità, è necessario potenziare i controlli reali, costanti e capillari, migliorare la formazione, le infrastrutture sicure e aumentare la presenza delle pattuglie sulle strade più rischiose.



