Nel cuore dell’Abruzzo, il lago Fucino e i suoi canali stanno vivendo una delle peggiori crisi ambientali degli ultimi anni. L’ASD Crisalide Avezzano ha lanciato un’accusa pesante contro istituzioni, agricoltori e associazioni ambientaliste, parlando di una moria di milioni di pesci e di un ecosistema in via di estinzione.
La situazione è drammatica: i canali, un tempo ricchi di vita, sono ridotti a fogne a cielo aperto con valori di e-coli 1600 volte oltre i limiti consentiti. Una tragedia annunciata, documentata negli anni e ora esplosa in tutta la sua gravità.
Le responsabilità delle istituzioni e degli agricoltori
L’ASD Crisalide Avezzano non usa mezzi termini nel suo post di denuncia su Facebook. L’associazione ringrazia, con sarcasmo, il Dipartimento del Genio Civile regionale guidato dall’ing. Luca Iagnemma, per non aver impedito la violazione del Deflusso Minimo Vitale fissato a 50 cm. Questo limite, fondamentale per garantire la sopravvivenza dei corsi d’acqua, è stato sistematicamente ignorato.
La denuncia si estende anche al Consorzio di Bonifica Ovest Bacino Liri Garigliano e agli agricoltori consorziati, accusati di aver prosciugato i canali malgrado il divieto di prelievo oltre i 50 cm. Una situazione che ha portato alla distruzione di un intero ecosistema.
L’indifferenza delle autorità locali
Non solo le istituzioni regionali sono sotto accusa. L’ASD Crisalide Avezzano punta il dito anche contro i sindaci dei comuni fucensi e le forze dell’ordine accusati di indifferenza assoluta e mancanza di controlli. Una situazione che ha permesso alle pompe agricole di lavorare senza sosta, prosciugando ulteriormente i canali.
Le ordinanze emanate sono risultate inefficaci, con divieti validi solo nei weekend, mentre nei giorni feriali le pompe continuavano a funzionare senza controllo. Una gestione che ha contribuito a peggiorare la situazione.
Il silenzio delle associazioni ambientaliste
Un’accusa che brucia è quella rivolta alle associazioni ambientaliste della Marsica e abruzzesi accusate di un silenzio assordante dinanzi a questo disastro ambientale. Un silenzio che stride con la gravità della situazione, con canali imputriditi, falde in esaurimento e un rischio igienico-sanitario per migliaia di cittadini.
La moria di pesci non è un evento improvviso, ma il risultato di scelte politiche sbagliate, assenza di programmazione, irrigazione intensiva e controlli inesistenti. Un sistema che ha deciso di sacrificare l’intero ecosistema dei canali del Fucino per mantenere in vita un modello di irrigazione ormai non più sostenibile.



