La provincia di Chieti si trova di fronte a una sfida significativa: la conciliazione tra vita lavorativa e responsabilità familiari. Nel 2026, ben 140 lavoratori hanno dovuto lasciare il proprio impiego a causa delle difficoltà nel gestire contemporaneamente il lavoro e la cura dei figli. Questo dato emerge dall’analisi condotta dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti-Pescara con sede a Chieti, che ha registrato un totale di 259 convalide di dimissioni.
La situazione è particolarmente critica per le lavoratrici madri, che rappresentano la maggioranza dei casi. Su 259 convalide, infatti, 149 riguardano donne e 65 uomini. Tra questi, 140 hanno indicato come motivo principale la difficoltà di conciliare l’attività lavorativa con la cura dei figli. Un altro 99 casi sono legati al passaggio a un’altra azienda, mentre 20 sono dovuti ad altre motivazioni.
Le parole della Consigliera di Parità Monica Brandiferri
Monica Brandiferri, Consigliera di Parità della Provincia di Chieti ha commentato questi dati con preoccupazione. “La lettura di questi dati ci invita a non considerare le dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri come un semplice dato numerico”, ha sottolineato. “Sono soprattutto i 140 casi legati alla difficoltà di conciliare il lavoro con la cura dei figli a porre una questione che non possiamo ignorare.”
Brandiferri ha evidenziato la necessità di servizi adeguati e condizioni di lavoro che possano supportare le famiglie. “Serve un impegno concreto per garantire che la maternità non si traduca in una penalizzazione professionale e che le famiglie non siano costrette a scegliere tra occupazione e cura dei figli”, ha aggiunto.
Le criticità e le politiche di conciliazione
Il fenomeno delle dimissioni per difficoltà di conciliazione lavoro-famiglia è complesso e richiede un’analisi approfondita. Le istituzioni e gli organismi territoriali competenti stanno monitorando la situazione per individuare le criticità e rafforzare le politiche di conciliazione tra vita professionale e familiare.
Tra le soluzioni possibili, ci sono l’ampliamento dei servizi di asilo nido, la flessibilità degli orari di lavoro e il supporto economico per le famiglie. “È fondamentale che le politiche pubbliche siano orientate a sostenere le famiglie in questo delicato periodo di transizione”, ha concluso Brandiferri.



