In un angolo di bosco, una casa è diventata il simbolo di una lotta privata che ha catturato l’attenzione di tutta Italia. Nathan Trevellion e Catherine Birmingham, conosciuti come la famiglia del bosco stanno vivendo un momento di grande sofferenza, ma anche di incredibile solidarietà. La loro storia ha toccato il cuore di molte persone, ma ha anche portato con sé una curiosità che minaccia la loro privacy.
La casa nel bosco, un tempo un rifugio tranquillo, è ora al centro di un’attenzione costante. Visitatori, fotografi e curiosi si avvicinano per vedere da vicino i protagonisti di questa storia, tra cui l’asinello Gallipoli, il cavallo Lee e i due cagnolini. Nathan e Catherine, però, chiedono rispetto per il loro spazio personale mentre affrontano il dolore della separazione dai loro tre figli.
La richiesta di privacy e il sostegno degli italiani
La notorietà ha portato con sé un’ondata di sostegno, ma anche una curiosità che ha spinto i coniugi a rivolgersi agli italiani con un messaggio commovente. “Carissima Italia – scrivono – siamo profondamente commossi e onorati dall’ondata di sostegno e dal continuo desiderio reciproco di riunire i nostri meravigliosi figli.” Nathan e Catherine esprimono gratitudine per il supporto ricevuto, ma chiedono anche comprensione per il loro bisogno di privacy.
La loro casa è diventata un rifugio sicuro un luogo di guarigione e rinascita. “Vi preghiamo di comprendere che io e Nathan stiamo vivendo un trauma e uno stress incredibili da quasi due anni”, scrivono, chiedendo gentilmente di conceder loro lo spazio necessario per ritrovare la forza per i loro figli. Il libro di Catherine, “La mia verità” è al centro di numerose presentazioni, ma la coppia tiene a precisare che non hanno copie da vendere, invitando tutti ad acquistarlo online o presso la libreria di fiducia.
Il sostegno delle istituzioni e delle personalità
Intorno alla vicenda si è creata una rete di sostegno che va oltre i confini della famiglia. Tonino Cantelmi, consulente della coppia, ha espresso stupore per il sentiment popolare-istituzionale verso la famiglia del bosco. “Le presentazioni del libro sono affollatissime e la gente è affettuosa ed entusiasta”, afferma Cantelmi, citando il sostegno di scrittrici come Susanna Tamaro e showgirl come Amii Stewart.
Non sono mancate le preghiere del Papa Leone né i richiami istituzionali della Garante Nazionale per l’Infanzia e della Presidente della commissione parlamentare per l’infanzia. Questa mobilitazione rappresenta per la coppia un sostegno prezioso nel momento di sofferenza che stanno attraversando. I loro tre figli sono ospiti della casa famiglia di Vasto da nove mesi, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale. Si attende la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sul possibile ricongiungimento.
La risposta del Papa e le preghiere
Il Papa Leone ha risposto alla lettera scritta da Nathan e Catherine, assicurando di “aver preso nota del contenuto della loro lettera” e di “ricordare loro e la loro famiglia nelle sue preghiere”. La coppia aveva scritto al Santo Padre il 28 maggio, chiedendo il suo interessamento e le sue preghiere per la vicenda che ha coinvolto i loro tre figli, che dal 20 novembre scorso vivono in una casa-famiglia a Vasto.
Nathan e Catherine ringraziano di cuore il Santo Padre per la Sua paterna attenzione e le preghiere e auspicano che il suo intervento nella vicenda possa favorire il ritorno urgente in famiglia dei 3 figli già per queste vacanze estive. Ringraziano anche per le numerosissime attestazioni di solidarietà e preghiere che continuano a ricevere da tutta Italia.
Negli ultimi giorni, la difesa di Catherine Birmingham e Nathan Trevellion ha depositato un sollecito affinché sia decisa quanto prima l’istanza di rientro dei minori in famiglia, presentata da oltre un mese e mezzo. La speranza è che questa storia possa avere un lieto fine, come afferma Cantelmi: “Non credo che ci sia ancora qualcuno che, come Hiroo Onoda, sia ancora convinto che la guerra non sia finita”.



