7 novembre 2026 🌤 8°

Pianoro Campitelli aspetta una struttura per lo sci di fondo da quattro anni

Ad Alfedena, la mancanza di una struttura adeguata per gli sciatori di fondo sta creando disagi da quattro anni. Scopri perché il rifugio non è ancora stato completato.

Pianoro Campitelli aspetta una struttura per lo sci di fondo da quattro anni

Ad Alfedena, la pratica dello sci di fondo è una tradizione consolidata, grazie ai suggestivi scenari montuosi e ai maestosi boschi di faggio che caratterizzano la località di Pianoro Campitelli. Tuttavia, da quattro anni, gli atleti si trovano a dover affrontare una situazione di disagio a causa della mancanza di una struttura adeguata.

Il circuito della pista Montagnola è omologato e rinomato a livello nazionale per le sue caratteristiche tecniche, ma l’assenza di un rifugio adeguato sta mettendo a rischio la pratica di questo sport. Gli atleti non hanno un luogo dove ripararsi durante gli allenamenti, né servizi igienici o un ricovero per il gatto delle nevi.

La storia di un progetto incompiuto

La vocazione fondistica di Alfedena è risaputa. Da quarantasei anni, l’ASD Sci Club di Alfedena opera con dedizione, organizzando eventi di rilevanza nazionale. Fino al 2026, la zona disponeva di una baita che soddisfaceva le esigenze degli atleti. Tuttavia, la concessione della struttura a terzi per la realizzazione di un rifugio ha portato l’amministrazione comunale a impegnarsi per la costruzione di una nuova struttura sportiva.

L’attuale presidente dell’ASD Sci Club di Alfedena, Arturo Como insieme a un gruppo di volontari, si è occupato dello smontaggio della vecchia baita e ha seguito da vicino i lavori per la costruzione della nuova struttura. Nonostante gli sforzi, la struttura non è stata ultimata e consegnata all’associazione. Parte del materiale acquistato da Como per la realizzazione della struttura dovrebbe ancora giacere nei magazzini comunali.

Le difficoltà incontrate

Perché i lavori si sono fermati? Perché il lavoro dei volontari non è stato seguito dall’ultimazione da parte del comune di Alfedena? Le cose non chiare sono molte. Ad esempio, il gabbiotto necessario al lavoro dei cronometristi durante le gare è stato ultimato ma non consegnato. Anche per questo, è stato necessario un ulteriore impegno di Arturo Como per garantire un minimo di ricovero per il gatto delle nevi.

Le conseguenze della mancata ultimazione

L’ASD Sci Club di Alfedena è un’associazione sana, dinamica e stimata a livello federale. Nonostante l’efficienza e la continuità operativa, la mancanza di una struttura adeguata sta mettendo a rischio la pratica dello sci di fondo nella zona. È un agire inspiegabile che cozza con quanto dichiarato pubblicamente negli anni.

Prima di coinvolgere i mezzi di comunicazione, Arturo Como ha inviato diverse PEC al sindaco Luigi Milano al vicesindaco Paolo Monacelli e all’amministrazione comunale in carica, sollecitando l’ultimazione e la consegna della struttura. Tuttavia, non ha mai ricevuto una risposta o un riscontro concreto. Si avvicina la stagione invernale 2026/2027 e all’amministrazione comunale di Alfedena sembra continuare a non interessare della struttura di cui è mancante Pianoro Campitelli.

Un impegno nazionale per lo sci di fondo

Mentre l’amministrazione comunale di Alfedena fatica a portare a termine una semplice struttura per Pianoro Campitelli, l’ASD Sci Club di Alfedena grazie all’impegno del suo presidente Arturo Como, ha portato all’attenzione della politica nazionale la necessità dello sci di fondo del Centro Sud Italia di dotarsi di impianti di innevamento artificiale. In un convegno presso la sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, Como ha conseguito un importante risultato: la politica nazionale si è impegnata per la costituzione di un tavolo parlamentare dedicato alla questione.

Lo sci di fondo è una disciplina nobile che necessita di cure e attenzioni. L’assenza di strutture adatte compromette l’importanza, la reputazione e la pratica di questo sport. Dopo quattro anni di vana attesa e di silenzi prolungati, la strada della divulgazione del problema a mezzo stampa è apparsa necessaria. Lo stato delle cose non giova a nessuno, Pianoro Campitelli e i giovani fondisti meritano più attenzioni.

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