7 novembre 2026 🌧 10°

Incendi in Abruzzo: le carenze del sistema di prevenzione secondo il Piano AIB

L'estate 2026 ha visto l'Abruzzo in fiamme. L'opposizione regionale solleva dubbi sul Piano antincendio boschivo, evidenziando criticità strutturali e finanziarie.

Incendi in Abruzzo: le carenze del sistema di prevenzione secondo il Piano AIB

L’estate 2026 ha lasciato un segno profondo sul territorio abruzzese, con incendi che hanno devastato vaste aree della regione. Mentre le fiamme continuano a minacciare i boschi e le comunità locali, l’opposizione in Consiglio regionale ha deciso di fare luce sulle criticità del Piano antincendio boschivo (AIB) 2026-2028, evidenziando problemi strutturali e finanziari che potrebbero aver compromesso l’efficacia delle misure di prevenzione.

Il Patto per l’Abruzzo durante una conferenza stampa tenutasi a Pescara il 22 agosto, ha annunciato il deposito di un’interpellanza urgente alla Giunta regionale, chiedendo conto delle scelte politiche e finanziarie adottate dal 2019 al 2026 e degli orientamenti per il prossimo bilancio 2027-2029. Secondo i consiglieri di opposizione, il Piano AIB, approvato il 25 giugno 2026, non offre il quadro rassicurante che si vorrebbe rappresentare, ma piuttosto un elenco di problemi, carenze e debolezze del sistema.

Finanziamenti insufficienti e inefficaci

Uno dei punti più critici emersi dall’analisi del Piano AIB riguarda il sistema di finanziamento degli interventi di prevenzione. A pagina 102 del documento, la Regione Abruzzo ammette che il modello di finanziamento utilizzato presenta un limite che ne abbassa enormemente l’efficacia poiché le procedure concorsuali non garantiscono necessariamente interventi nelle aree a maggior rischio. Il Piano parla esplicitamente di scarni fondi a disposizione e suggerisce una regia diretta regionale per concentrare le risorse dove il rischio è maggiore.

Un’ammissione ancora più pesante riguarda l’impossibilità di formulare una previsione schematica delle risorse finanziarie per il triennio AIB, poiché queste vengono assegnate annualmente in bilancio dalla Giunta regionale. Questo significa che, nonostante il Piano sia triennale, non esiste una corrispondente certezza finanziaria triennale sulle risorse con cui attuarlo.

Infrastrutture e comunicazioni: un sistema in crisi

Il Piano AIB evidenzia anche la necessità di un controllo continuo sulle infrastrutture antincendio e di un censimento sempre aggiornato. In particolare, le vasche antincendio richiedono una manutenzione più tempestiva per evitare che risultino fuori uso a causa di perdite o invasioni eccessive di vegetazione. La cartografia degli invasi, inoltre, fa riferimento a un censimento aggiornato al 2026, con aggiornamenti definiti minimi.

Un altro aspetto critico riguarda il sistema delle comunicazioni. Il Piano definisce una rete radio efficiente come indispensabile per le operazioni e per la sicurezza degli operatori. Tuttavia, certifica che il vecchio impianto VHF regionale non era funzionante a seguito del danneggiamento del centro stella della Majelletta, che il nuovo impianto acquistato nel 2026 serviva solo la provincia di Chieti, coprendone il 60%, e che le restanti tre province regionali non sono ancora raggiunte da alcun segnale radio.

Coordinamento e formazione: le carenze organizzative

A pagina 93 del Piano AIB, si afferma che il numero dei Coordinatori delle operazioni di spegnimento (COS) figure chiave per il coordinamento delle squadre terrestri del volontariato, si è ridotto e non supera le 10 unità, contando 1 COS regionale e 9 Parchi indicati come non operativi. Il documento rinvia ancora alla definizione di uno specifico piano formativo la possibilità di formare nuovi COS nel volontariato.

Un aspetto delicatissimo riguarda il rapporto con i Vigili del Fuoco. Il Piano afferma che, alla data della sua approvazione, il Servizio Emergenze e la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco non avevano ancora raggiunto un accordo in Commissione paritetica per la definizione dell’Accordo di Programma 2026-2028. L’organizzazione descritta doveva quindi considerarsi non definitiva.

Davanti a tutto ciò, l’opposizione regionale chiede conto alla Giunta delle scelte assunte dal 2019 al 2026 e degli orientamenti che intende tradurre nel prossimo bilancio 2027-2029. È inaccettabile che il dibattito venga ridotto alla sola conta dei mezzi messi in campo quando gli incendi sono già scoppiati. L’efficacia dell’azione politica si valuta soprattutto in base a quello che fa prima dell’emergenza.

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