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I seminaristi australiani Alexander e André Kurkcu a Cerchio per riscoprire le loro origini

Due giovani seminaristi australiani tornano a Cerchio, il paese dei loro nonni, per un viaggio emotivo e spirituale prima di riprendere il loro percorso di formazione negli Stati Uniti.

I seminaristi australiani Alexander e André Kurkcu a Cerchio per riscoprire le loro origini

In un piccolo comune abruzzese, Cerchio, si è svolto un incontro speciale che ha unito passato e presente, fede e famiglia. Alexander e André Kurkcu, due giovani seminaristi australiani, sono tornati nel paese dei loro nonni per un breve ma significativo soggiorno prima di riprendere il loro percorso di formazione negli Stati Uniti.

La loro visita coincide con la XXX edizione della Bulla Indulgentiarum un evento religioso di grande importanza per la comunità locale. Questo ritorno alle radici ha assunto un significato particolare, non solo per i due giovani, ma per l’intera comunità di Cerchio.

Un dono simbolico dalla comunità

Prima della loro partenza, prevista per domani, 27 agosto, il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi insieme al consigliere comunale Angelo Di Felice ha consegnato ai due giovani due targhe ricordo. Sulle targhe è incisa la scritta “Cerchio nel Cuore” accompagnata dal simbolo del Comune e dall’immagine della Madonna delle Grazie una figura particolarmente cara alla comunità cerchiese.

“Abbiamo voluto lasciare ad Alexander e André un segno semplice ma profondamente legato alla nostra identità”, ha dichiarato il sindaco Tedeschi. “Il simbolo del nostro Comune rappresenta la terra dei loro nonni, mentre l’immagine della Madonna delle Grazie rappresenta la fede e la devozione che appartengono alla storia della nostra comunità. “Cerchio nel Cuore” è l’augurio che questo legame, ritrovato in questi giorni, possa accompagnarli sempre.”

Un viaggio attraverso generazioni e continenti

Alexander e André sono nati e cresciuti in Australia e attualmente studiano negli Stati Uniti presso la Fraternità Sacerdotale di San Pietro (FSSP). Nonostante la distanza, hanno sempre portato nel cuore le radici familiari che li legano a Cerchio.

“Alexander e André sono nati e cresciuti dall’altra parte del mondo e oggi studiano negli Stati Uniti”, ha continuato Tedeschi. “Ma sono tornati a Cerchio per conoscere e vivere la terra dalla quale partirono i loro nonni. È la dimostrazione più bella di come le radici possano attraversare generazioni, continenti e migliaia di chilometri senza essere dimenticate.”

Il sindaco ha anche rinnovato il ringraziamento al parroco Don Gaetano che ha ospitato i due giovani durante la loro permanenza a Cerchio, favorendo questo significativo incontro con la comunità.

Un legame che attraversa le generazioni

La storia di Alexander e André è un esempio tangibile del fenomeno dell’emigrazione che ha interessato molte famiglie cerchiesi. “La storia di Alexander e André ci ricorda anche il valore della nostra emigrazione: uomini e donne che lasciarono Cerchio portando nel mondo il lavoro, i sacrifici, la fede e i valori delle proprie famiglie”, ha sottolineato Tedeschi.

“Ritrovare oggi quei valori nei loro discendenti è motivo di emozione e di orgoglio per tutta la nostra comunità”, ha aggiunto. “Da oggi porteranno con loro un piccolo segno della terra dei loro nonni, con un messaggio che vale più di tante parole: “Cerchio nel Cuore”. Cerchio sarà sempre anche casa loro.”

Domani, Alexander e André riprenderanno il loro viaggio, portando con sé non solo un ricordo tangibile della loro visita, ma anche un legame spirituale e familiare che li accompagnerà nel loro cammino di formazione e vocazione sacerdotale.

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