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Emigrazione e ritorni: il patrimonio culturale dell’Abruzzo interno

Un viaggio letterario attraverso i borghi abbandonati dell'Abruzzo, alla scoperta delle storie di emigrazione e dei ritorni dei discendenti

Emigrazione e ritorni: il patrimonio culturale dell’Abruzzo interno

L’Abruzzo interno, con le sue montagne aspre e la sua gente fiera, è un territorio che ha visto nel corso del Novecento un fenomeno migratorio di vasta portata. Oggi, questi borghi abbandonati stanno rivivendo grazie ai discendenti degli emigranti che tornano a visitare le terre dei loro avi, portando con sé storie e memorie che si intrecciano con la storia del territorio.

Un viaggio letterario intenso sta attraversando l’Abruzzo interno, sulle tracce della memoria dei flussi migratori che hanno segnato questi luoghi. A guidare questo percorso è il volume “GIOVENCO NEL MONDO, Le Rotte Migratorie delle Terre Siloniane nel Novecento” curato da Sergio Natalia e pubblicato da Radici Edizioni.

Le terre siloniane e il fenomeno migratorio

Il volume offre uno spaccato pregevole dell’intera Marsica orientale, un territorio che ha avuto come cantore straordinario Ignazio Silone. Le sue opere, come “Fontamara” edita dall’esilio svizzero nel 1933, hanno raccontato la vita difficile di queste terre e il fenomeno migratorio che ha coinvolto migliaia di persone.

Tra i contributi degli autori, spiccano quelli di Giovanna Chiarilli per Ortucchio, Alina J. Di Mattia per Cerchio, Benedetto Di Pietro per Aielli e Diocleziano Giardini per Pescina. Questi scritti raccontano storie di emigrazione, ritorni e memoria familiare, offrendo un quadro completo del fenomeno migratorio che ha interessato l’Abruzzo nel corso del secolo scorso.

Cerchio e l’emigrazione

Alina J. Di Mattia, nel suo intenso ricordo, parla della sua “Cerchio nel mondo. Storia, geografie e memorie dell’emigrazione”. Oggi, sono 407 i cittadini di Cerchio iscritti all’Aire, ufficialmente registrati all’estero. Una cifra che, su una popolazione residente di 1.542 abitanti, equivale a oltre il 26% della comunità virtuale, intesa come insieme dei residenti e dei cittadini stabilmente legati al paese, pur vivendo all’estero.

Le migrazioni antiche e il sogno americano

Le migrazioni legate alla pastorizia si sono tramutate in “economia armentizia” solo nel 1447, quando Alfonso D’Aragona istituì la dogana o mena di Foggia. Questi rilevanti movimenti migratori, sia verso le Puglia, secondo le stagioni della Transumanza, si alternavano con quelli verso l’agro romano, nello Stato Pontificio, molto diffuso nell’aquilano.

Da lì al “sogno americano” il passo è stato breve. Molti ortonesi hanno attraversato l’oceano in cerca di fortuna, come Rocco di Cicco, detto Rocc ‘B ‘Sciard, che emigrò a Boston, nel Massachusetts, dove si ricongiunse alla comunità ortonese. Qui, entrò in contatto con anarchici ortonesi e conobbe personalmente Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due famosi personaggi processati ed ingiustamente condannati a morte sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927.

Il prossimo incontro è previsto per sabato 12 settembre a Cerchio (AQ), nella Sala Consiliare del Municipio, con l’autrice Alina Di Mattia. Un’occasione per approfondire ulteriormente le storie di emigrazione e ritorni che hanno segnato l’Abruzzo interno.

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