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Abruzzo in fiamme: il Piano regionale AIB e le criticità evidenziate

L'Abruzzo è in fiamme: tra Morrone, Maiella e altre aree, gli incendi boschivi stanno mettendo a dura prova il sistema regionale. Silvio Paolucci chiede chiarimenti sulle risorse e la prevenzione.

Abruzzo in fiamme: il Piano regionale AIB e le criticità evidenziate

L’Abruzzo sta affrontando una delle estati più critiche in termini di incendi boschivi. Tra il Morrone, la Maiella e altre aree montane, le fiamme hanno già devastato migliaia di ettari di territorio. In questo contesto, Silvio Paolucci, consigliere regionale del Partito democratico ha sollevato interrogativi cruciali sulla gestione delle risorse e sulla prevenzione degli incendi.

Il Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi per il triennio 2026-, approvato dalla Regione Abruzzo, rappresenta il documento programmatico attraverso il quale la Regione intende affrontare il fenomeno degli incendi boschivi. Tuttavia, le criticità evidenziate nel piano stesso e le recenti emergenze hanno spinto Paolucci a chiedere chiarimenti.

Le criticità del Piano AIB 2026-

Il piano, approvato il 25, riconosce il valore ecologico, paesaggistico ed economico del patrimonio forestale regionale. Tuttavia, evidenzia anche un aumento costante del fenomeno degli incendi, con 900 incendi boschivi e 20.295 ettari di superficie interessata dal fuoco nel periodo -2026. Solo nel 2026, in 38 giorni, sono stati registrati 168 roghi, con situazioni di emergenza in diverse aree dell’Abruzzo, tra cui Roio, Rocca di Cambio e Bisegna.

Il piano sottolinea l’importanza della prevenzione strutturale e non strutturale ma evidenzia anche diverse criticità. Tra queste, la manutenzione delle infrastrutture idriche, la disponibilità di una rete radio efficiente e la riduzione del numero dei Coordinatori delle operazioni di spegnimento (COS). Inoltre, il piano rileva che la disponibilità della flotta aerea regionale dipende dalle risorse assegnate annualmente dalla Giunta regionale, senza una previsione finanziaria triennale.

Le domande di Paolucci

Silvio Paolucci ha depositato un’interpellanza per chiedere chiarimenti sulle scelte politico-amministrative che hanno determinato il livello delle risorse regionali destinate alla lotta contro gli incendi boschivi. In particolare, Paolucci chiede di conoscere le valutazioni e le scelte adottate al 2026, i criteri utilizzati per considerare tali risorse adeguate e le priorità finanziarie per gli esercizi, e.

Paolucci ha anche sollevato interrogativi sul dimensionamento e il finanziamento della flotta aerea regionale, chiedendo dettagli sulle risorse stanziate, impegnate e liquidate per ciascuna annualità, il numero e la tipologia dei mezzi aerei contrattualizzati e i criteri utilizzati per valutare l’adeguatezza della copertura territoriale.

Le emergenze recenti e le richieste dei volontari

Le recenti emergenze hanno messo in luce la necessità di un rafforzamento delle risorse a terra. In particolare, i volontari impegnati sul fronte di Roio hanno chiesto un maggior numero di uomini a terra per affrontare efficacemente gli incendi. Inoltre, l’Agenzia regionale di protezione civile ha disposto l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 39 del decreto legislativo n. 1, che garantisce ai volontari il mantenimento del posto di lavoro e altre tutele.

Tuttavia, le criticità evidenziate non provengono solo dal dibattito politico o dalle cronache giornalistiche, ma risultano in misura significativa rappresentate nello stesso Piano regionale approvato nel. Tra queste, la debolezza del modello di finanziamento della prevenzione, l’impossibilità di definire una previsione finanziaria triennale, la condizione della rete radio e la riduzione dei COS.

Le domande sollevate da Silvio Paolucci rappresentano un passo importante per garantire trasparenza e chiarezza sulle scelte politico-amministrative adottate in materia di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

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