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Commemorazioni a Teramo: come è stato ricordato Marco Pannella

A Teramo, tra presentazione del libro e cerimonia al cimitero, la compagna Mirella Parachini descrive come Marco Pannella continui a vivere nella memoria collettiva e personale

Commemorazioni a Teramo: come è stato ricordato Marco Pannella

Nel decennale della scomparsa di Marco Pannella si sono tenuti a Teramo momenti pubblici e privati che hanno miscelato memoria istituzionale, ricordi personali e rievocazioni affettuose. Organizzati dal Partito Radicale insieme al Comune di Teramo, gli appuntamenti del 18 e 19 maggio 2026 hanno voluto riaffermare il ruolo di Pannella nella storia delle battaglie civili italiane e il suo legame con la città di origine.

Le iniziative hanno incluso la presentazione del volume «Pazzi di libertà» e una breve, sentita cerimonia davanti alla tomba al cimitero di Cartecchio. In entrambi i momenti è emersa con forza la figura pubblica e l’uomo privato: interventi ufficiali hanno sottolineato l’impatto politico, mentre testimonianze personali hanno restituito sfumature meno note del carattere e delle abitudini di Pannella.

Il programma: libri, autorità e letture

Il primo incontro, fissato per lunedì 18 maggio nella sala Ipogea di piazza Garibaldi, ha visto la presentazione del libro a cura di Francesco Merlo dedicato all’impegno civile di Pannella. Al tavolo dei relatori hanno partecipato figure giornalistiche e politiche come Luca Telese, Francesco Merlo e Carlo Romeo, insieme a esponenti del mondo radicale e alla stessa Mirella Parachini. L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco Gianguido D’Alberto, dell’assessore alla Cultura Stefania Di Padova e del presidente della provincia Camillo D’Angelo, che hanno ricordato il contributo civile e l’attaccamento di Pannella a Teramo.

Un volume per ricordare

Il saggio biografico contenuto in «Pazzi di libertà» è stato pubblicato in occasione del decennale e ha costituito un’occasione per ripercorrere le tappe pubbliche e le battaglie che hanno segnato la carriera di Pannella. Gli interventi hanno alternato analisi politica e aneddoti, con l’intento di mantenere viva una memoria che non sia solo celebrativa ma anche stimolo per le nuove generazioni: la parola chiave è stata partecipazione, intesa come pratica e come eredità morale.

La cerimonia al cimitero di Cartecchio

La mattina del 19 maggio la presenza di familiari, rappresentanti del Partito Radicale e autorità cittadine si è concentrata davanti alla tomba di Pannella per una breve cerimonia. Il sindaco ha aperto la commemorazione, seguita dalla lettura di brani tratti dagli scritti del leader, in un alternarsi di commozione e momenti di leggerezza che hanno ricordato l’uomo oltre il protagonista politico. L’atmosfera è stata pensata per onorare la memoria senza retorica, con l’obiettivo di restituire l’identità complessa di una figura pubblica.

Emozioni, risate e ricordi condivisi

Durante la cerimonia non sono mancati episodi di sorriso, racconti che hanno acceso più che il rimpianto un senso di calore umano verso Pannella. È emersa la volontà di trasformare la commemorazione in un momento di vicinanza collettiva: non una liturgia ufficiale, ma un incontro in cui raccontare memorie personali e aneddoti capaci di restituire tratti autentici del protagonista.

La testimonianza di Mirella Parachini

Al centro di molti ricordi c’è stata la voce di Mirella Parachini, compagna di una vita di Pannella, che ha parlato con parole intime e schiette. Parachini ha raccontato quanto l’affetto che circonda il leader sia stato percepito anche da chi gli stava vicino e come la città di Teramo abbia mantenuto un rapporto speciale con lui. Ha ammesso, con un sorriso, la sorpresa nel sapere che certi dettagli della vita di Pannella siano conosciuti da altri più che da lei: un elemento che ha sottolineato il fenomeno del mito che si costruisce attorno a certe figure pubbliche.

Parachini ha ricordato anche gli oggetti che richiamavano il legame con l’Abruzzo presenti nella loro casa, come le ceramiche di Castelli e le chiavi della città di Teramo, segni tangibili di un rapporto autentico con il territorio. La sua riflessione conclusiva è stata un’immagine semplice ma efficace: in chi lo ha conosciuto e in chi ne condivide l’idea politica resta qualcosa di Pannella che continua a influenzare il modo di vivere e di fare politica. Per questo, ha detto, non sente che lui sia del tutto assente; vive dentro di me è stata la sua sintetica confessione, che ha chiuso la cerimonia con un tono personale e raccolto.

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