6 novembre 2026 🌤 9°

Il successo della prima edizione del Premio Enrico Caruso a Piedimonte Matese

La prima edizione del Premio Enrico Caruso a Piedimonte Matese ha visto trionfare giovani talenti e omaggiato il grande tenore con esibizioni straordinarie

Il successo della prima edizione del Premio Enrico Caruso a Piedimonte Matese

La prima edizione del Premio Enrico Caruso “Alle radici della voce” si è conclusa con un grande successo a Piedimonte Matese il comune d’origine dei genitori del celebre tenore. L’evento, organizzato dal tenore Vincenzo Costanzo insieme all’Amministrazione comunale, ha visto la partecipazione di giovani talenti provenienti da tutto il mondo, pronti a sfidarsi per aggiudicarsi il montepremi di 14.000 euro.

Enrico Caruso, considerato uno dei più grandi tenori di tutti i tempi, è un simbolo di eccellenza campana e un modello di riscatto sociale attraverso l’arte. Nato in una Napoli poverissima, Caruso ha raggiunto il successo grazie alla sua voce straordinaria e al suo impegno costante. Il premio, dedicato a lui, mira a sostenere i giovani cantanti che si affacciano alla carriera lirica.

I vincitori del Premio Enrico Caruso

La giuria, composta da personalità di spicco del mondo lirico come Nicola Colabianchi sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia e Federico Pupo direttore artistico del Teatro Carlo Felice di Genova ha premiato tre giovani talenti. Il primo premio assoluto e la sezione napoletana sono andati al soprano giapponese Haruna Tominaga che ha portato a casa 7.000 euro. Il secondo premio, del valore di 3.000 euro è stato assegnato a Mario Greco mentre il terzo premio di 2.000 euro è andato al soprano iraniano Fooroz Razavi.

Le esibizioni dei vincitori

Haruna Tominaga ha impressionato la giuria con l’aria di sortita di Lucia di Lammermoor, “Regnava nel silenzio”, di Gaetano Donizetti. Il suo timbro di voce e la sua tecnica, seppur ancora da migliorare, hanno dimostrato un grande potenziale. Mario Greco ha interpretato il ruolo di Pinkerton con l’aria “Addio Fiorito asil”, mostrando un controllo ferreo del registro acuto. Fooroz Razavi ha invece affrontato il personaggio di Odabella dall’Attila di Giuseppe Verdi con l’aria “Santo di patria”, dimostrando una grande forza vocale e agilità.

Omaggio al Maestro Antonino Fogliani

La serata ha anche visto un omaggio al Maestro Antonino Fogliani recentemente scomparso. Vincenzo Costanzo e Jacopo Sipari, direttore dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese hanno dedicato le loro esibizioni alla sua memoria. Costanzo ha interpretato il “Nessun Dorma” con una gestione perfetta della tessitura vocale, mentre Sipari ha eseguito l’Intermezzo di Suor Angelica, una delle pagine che maggiormente sente.

Le esibizioni straordinarie

L’evento ha visto anche esibizioni straordinarie come l’Intermezzo di Cavalleria Rusticana di Mascagni e l’Intermezzo della Fedora di Umberto Giordano. Vincenzo Costanzo si è trasformato in uno strabiliante Canio con l’aria “Recitar! Mentre preso dal delirio…” da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, mostrando una gestione eccezionale della dinamica e delle sillabe accentate. L’orchestra, guidata dal Maestro Sipari, ha sostenuto da par suo il ritmo serrato dell’opera, valorizzando con grande energia dinamica le pagine eseguite.

La serata si è conclusa con un indimenticabile “’O sole mio” cantato da tutte le voci in scena, tra fiori e applausi. La presentatrice Roberta Civitillo ha annunciato l’appuntamento alla prossima edizione, per la quale si è già al lavoro. Il Premio Enrico Caruso si conferma un evento imperdibile per gli amanti della lirica e un trampolino di lancio per i giovani talenti.

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