Il 31 agosto 2026 l’impianto di stoccaggio rifiuti Eco Energy è stato interessato da un vasto incendio ad Airola, in provincia di Benevento che ha coinvolto un’area di circa 26mila metri quadrati e oltre un milione di metri cubi di materiale in combustione.
La notizia ha mobilitato le autorità locali e regionali e ha generato preoccupazione nella Valle Caudina con misure precauzionali disposte per proteggere la popolazione.
Perché la vicenda interessa la Valle Caudina e le istituzioni
L’incendio ha avuto impatto diretto sulla qualità dell’aria e sull’ambiente agricolo della Valle Caudina, rendendo necessaria l’attivazione di controlli sanitari e ambientali. Le rilevazioni diossine e furani hanno superato la soglia di riferimento, portando Prefettura, Regione Campania, ASL e ARPAC a coordinare le azioni di emergenza.
La situazione ha inoltre riaperto questioni giudiziarie e amministrative attorno alla custodia del sito, già sottoposto a sequestro nell’ambito dell’operazione ‘Erebus’ della DDA di Bari e ha prodotto interventi politici, fra cui un’interrogazione parlamentare a firma del deputato Franco Mari di Alleanza Verdi e Sinistra rivolta ai Ministri dell’Ambiente e della Salute.
Operazioni di spegnimento e attività dei Vigili del Fuoco
I Vigili del Fuoco di Benevento coadiuvati dai comandi di Avellino, Caserta e Napoli, hanno operato con mezzi speciali per contenere il rogo, affrontando difficoltà dovute al crollo parziale della struttura. È stato impiegato anche un robot idrante guidato a distanza per intervenire sui focolai interni.
Le attività di spegnimento si sono concentrate prima sul perimetro esterno del capannone e successivamente sui focolai interni; la Protezione Civile ha supportato le operazioni con personale e un elicottero antincendio. A valle delle prime fasi, i Vigili del Fuoco hanno comunicato di aver quasi completato lo spegnimento dei rifiuti esterni e successivamente di aver estinto i focolai residui.
Monitoraggio ambientale e misure sanitarie
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (ARPAC) ha registrato inizialmente livelli di diossine e furani pari a 0,28 pg/Nm3 I-TEQ superiore alla soglia di riferimento di 0,15. Per il monitoraggio della qualità dell’aria sono stati installati tre campionatori ad ArienzoBucciano e Rotondi.
L’ASL ha predisposto controlli su colture e allevamenti in un raggio di 3 chilometri, mentre Alto Calore ha avviato analisi sulla rete idrica. La Protezione Civile ha distribuito mascherine FFP2 ai soggetti fragili e le autorità hanno invitato la popolazione a limitare la permanenza all’aperto, tenere le finestre chiuse e lavare accuratamente ortaggi e prodotti locali.
Impatto sui Comuni e reazioni locali
I sindaci di AirolaRotondi e Cervinara hanno disposto la chiusura temporanea delle scuole e altre misure preventive; i primi interventi sono stati concordati in una riunione di coordinamento presso la Prefettura di Benevento convocata su impulso dell’assessora alla Protezione Civile della Regione CampaniaFiorella Zabatta.
I cittadini della Valle Caudina si sono mobilitati con proteste e manifestazioni, denunciando la qualità dell’aria e chiedendo bonifiche del territorio. I sindaci dei Comuni interessati, fra cui Montesarchio e Paolisi hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile e di presentare esposti alla Procura della Repubblica.
Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026.
Le verifiche ambientali e i controlli sanitari proseguono: sono in corso campionamenti dei foraggi e analisi sugli alimenti destinati al consumo umano nei Comuni coinvolti, con la Protezione Civile che mantiene l’impegno di supporto operativo fino al completamento delle attività di verifica.



