La Valle Caudina sta lentamente tornando alla normalità dopo l’incendio che ha devastato l’area industriale di Airola. Sebbene i valori rilevati siano rientrati nei limiti di sicurezza, le autorità continuano a monitorare attentamente la situazione per prevenire eventuali rischi per la salute pubblica e l’ambiente.
L’incendio, che ha coinvolto il sito di stoccaggio rifiuti della Ecoenergy, ha scatenato una forte preoccupazione tra i cittadini, che chiedono risposte chiare e misure concrete per evitare che simili tragedie si ripetano. La comunità è scesa in piazza per protestare contro l’immobilismo delle istituzioni e per chiedere una bonifica radicale del territorio.
Monitoraggio ambientale e sanitario
Secondo le ultime rilevazioni dell’Arpac, i valori di diossine e furani sono scesi al di sotto del limite di rilevabilità, indicando una sostanziale assenza degli inquinanti oggetto del monitoraggio. Tuttavia, i controlli ambientali proseguiranno nelle prossime ore per confermare ulteriormente il dato positivo.
I Vigili del Fuoco hanno confermato che l’incendio è completamente spento, ma restano in corso le attività di monitoraggio per neutralizzare eventuali piccoli focolai. Sul piano sanitario, il Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Avellino ha comunicato che la fase di allarme relativa ai profili di igiene e sanità pubblica può considerarsi superata.
Le verifiche effettuate presso le aziende agricole interessate hanno consentito di controllare anche le condizioni degli animali, senza evidenziare al momento particolari criticità. Tuttavia, l’attenzione sulla sicurezza degli alimenti rimane alta. Sono in corso campionamenti dei foraggi e controlli sulle colture e sugli alimenti destinati al consumo umano nei diversi Comuni coinvolti.
Le proteste dei cittadini
La popolazione di Airola ha espresso la propria rabbia e preoccupazione attraverso una partecipata mobilitazione spontanea. Un corteo di giovani e residenti, vestiti completamente di nero, si è mosso da piazza Mercato per raggiungere la sede del municipio. I manifestanti hanno accusato le istituzioni di immobilismo e hanno chiesto una bonifica radicale del territorio.
“C’è da mandare via queste fabbriche da Airola perché il problema non è soltanto il rogo, non è soltanto l’incendio, non sono soltanto i rifiuti e quindi poi il sistema che lo permette, ma è tutto quello che respiriamo da quando siamo nati”, hanno dichiarato i manifestanti. La protesta arriva a margine del sopralluogo effettuato dal deputato Francesco Borrelli, che ha potuto constatare di persona la gravità della situazione.
Le misure adottate dai Comuni
La gestione dell’emergenza da parte dei Comuni suessolani è stata alquanto discussa. A San Felice a Cancello, il sindaco Emilio Nuzzo ha ordinato l’apertura delle scuole il 1° settembre, per poi disporne la chiusura il giorno successivo. A Santa Maria a Vico, la Settimana dello Sport è stata annullata il 4 settembre, dopo un incontro con il Prefetto.
Ad Arienzo, invece, la Commissione straordinaria aveva già disposto, nelle prime 70 ore, la sospensione di tutte le attività esterne fino alla fine dell’emergenza. Anche Cervino, nonostante sia tra i Comuni suessolani il più lontano dal sito, ha adottato misure di carattere prudenziale.
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha assicurato vicinanza dell’Ente ai Comuni e alle popolazioni colpite e un intervento in caso di pregiudizio all’agricoltura. Un’occasione, quella, per il sindaco Andrea Pirozzi di Santa Maria a Vico, di ricordare al presidente della Regione che, oltre a questa emergenza in atto, vi è anche un altro pericolo: quello della cava di Durazzano.



