Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha confermato, nella sua ultima udienza, il provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare dei tre figli di Pietro Loffredo e della compagna Giovanna, residenti nella contrada Iconicella di Lanciano. Si tratta di una decisione che segue una lunga vicenda iniziata nel 2014, quando la piccola Fortuna, figlia di Loffredo, fu brutalmente uccisa a Caivano dal patrigno, un caso che ha segnato profondamente la famiglia e l’intera comunità.
Conferma del provvedimento da parte del tribunale
Il giudice ha ritenuto necessaria una misura urgente a tutela dei minori, decretando il loro trasferimento in una casa famiglia sotto la vigilanza di assistenti sociali e di un curatore speciale nominato dall’autorità giudiziaria. L’ordine è stato eseguito giovedì scorso: due dei bambini sono stati prelevati direttamente dall’appartamento, mentre la terza è stata accompagnata via dalla scuola mediante l’intervento coordinato degli assistenti sociali e di agenti di polizia.
Procedura di rimozione e affidamento
Secondo le informazioni rese note, la squadra di assistenti sociali, supportata da unità dei carabinieri ha agito entro le ore pomeridiane, rispettando la procedura prevista per le situazioni di pericolo imminente per i minori. Una volta rimossi, i tre piccoli sono stati recati in una struttura di accoglienza gestita dal servizio sociale provinciale, dove sono stati affidati a personale specializzato e a un curatore speciale che ne seguirà la crescita e il benessere fino a nuova disposizione giudiziaria.
Motivazioni alla base dell’allontanamento: le carenze igienico-sanitarie
Gli operatori sociali hanno indicato come principale motivo le carenze igienico-sanitarie riscontrate nell’abitazione di Iconicella. Un verbale dei carabinieri predisposto in precedenza, avrebbe evidenziato insufficienze riguardanti l’igiene, la salubrità degli ambienti e la presenza di condizioni ritenute pericolose per lo sviluppo dei minori. La famiglia contesta vigorosamente tali risultati, sostenendo di non essere stata informata preventivamente delle presunte carenze e di non aver avuto la possibilità di intervenire per metterle in regola prima dell’applicazione di una misura così drastica.
Reazioni della famiglia Loffredo e prospettive legali
Gli avvocati di Pietro Loffredo e di Giovanna hanno annunciato l’intenzione di richiedere tutta la documentazione relativa al caso entro termini brevi; in caso di mancata consegna, hanno dichiarato che la famiglia valuterà un ricorso al Tar. Inoltre, i legali hanno già inoltrato una istanza al presidente della Repubblica Mattarella nella speranza di ottenere un intervento che consenta il ritorno a casa dei tre bambini, sottolineando che la decisione del tribunale è stata presa senza un adeguato confronto con i genitori.



