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Conferenza sull’ingegneria della Big Science a Assergi

Scopri come l’ingegneria collega il LHC, ITER e la stampa 3D in una giornata di formazione al Gran Sasso.

Conferenza sull’ingegneria della Big Science a Assergi

Il Gran Sasso Science Institute diventa il palcoscenico di un incontro unico dedicato all’intersezione tra ricerca fondamentale e tecnologie d’avanguardia. Sabato 10 ottobre 2026, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila ha organizzato la conferenza “Ingegneria per la Big Science”, aperta a professionisti di tutto il Paese e arricchita da 6 crediti CFP. L’evento, patrocinato dal Comune dell’Aquila e inserito nelle iniziative di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 mette in luce come le sfide più ambiziose – dal Large Hadron Collider al progetto di fusione nucleare ITER – richiedano competenze ingegneristiche di livello globale.

LHC e l’ingegneria invisibile: il ruolo della criogenia

Il Large Hadron Collider (LHC) rappresenta il traguardo più alto raggiunto finora dall’ingegneria dei campi acceleratori. Un tunnel sotterraneo di circa 27 chilometri sotto Ginevra ha permesso la scoperta del bosone di Higgs, confermando il campo di Higgs stesso. Alla conferenza, l’Ing. Marco Pezzetti del CERN ha illustrato l’ecosistema di criogenia e sistemi di controllo che mantiene l’acceleratore a temperature prossime allo zero assoluto, garantendo la stabilità dei fasci di particelle. Il relazionista ha evidenziato che la ingegneria invisibile – quei sistemi che l’utente finale non vede – è la spina dorsale che rende operative strutture così complesse, richiedendo una sinergia tra fisici, ingegneri meccanici ed elettrici.

Criogenia e controllo dei fasci

Pezzetti ha mostrato come i magneti superconduttori, raffreddati con azoto liquido e elio, siano in grado di guidare i fasci a velocità prossime a quella della luce. Il controllo digitale in tempo reale realizzato con software proprietari, permette di correggere istantaneamente deviazioni microscopiche, evitando danni costosi e garantendo risultati sperimentali affidabili. Queste soluzioni, nate per la fisica delle particelle trovano oggi applicazione in settori come la diagnostica medica e la produzione di materiali ad alta precisione.

ITER e la corsa alla fusione nucleare

Il progetto internazionale ITER, attualmente in fase di costruzione in Francia, rappresenta la risposta più ambiziosa alla necessità di fonti energetiche pulite. Il tokamak prevede di produrre 500 MW di potenza di fusione con un apporto di sole 50 MW per il riscaldamento del plasma, dimostrando la fattibilità tecnologica della fusione. L’Ing. Piergiorgio Aprili, formatosi ai Laboratori del Gran Sasso e ora impegnato in Fusion for Energy ha condiviso la sua esperienza nella realizzazione dei sistemi magnetici superconduttori destinati a ITER.

Magneti superconduttori e competenze europee

Aprili ha sottolineato che la progettazione di magneti ad alta corrente richiede l’uso di materiali a base di niobio-stagno e la capacità di gestire enormi stress termici. Il lavoro svolto in Europa, con una rete di centri di ricerca e industrie specializzate, consente di superare le barriere tecniche che hanno limitato gli esperimenti di fusione per decenni. La partecipazione dell’INFN e dei Laboratori del Gran Sasso al progetto fornisce competenze critiche nella gestione di grandi impianti criogenici e nella modellazione numerica dei campi magnetici.

Stampa 3D e manifattura additiva al LNGS

I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) non sono solo il più importante centro sotterraneo per la fisica astro-particellare, ma anche un polo di Additive Manufacturing. Qui, l’Ing. Donato Orlandi, responsabile del Servizio di Meccanica, ha illustrato le frontiere della stampa 3D a livello industriale: componenti dalle geometrie complesse, nuovi leghe metalliche e dispositivi per esperimenti di neutri e materia oscura. La collaborazione con l’azienda locale Walter Tosto S.p.A. dimostra come la ricerca possa tradursi in innovazione produttiva, con la stampa 3D che supporta sia progetti scientifici che applicazioni commerciali.

Innovazione industriale e formazione

Walter Tosto ha presentato i progetti realizzati per ITER e per esperimenti del CERN, evidenziando come le competenze ingegneristiche acquisite nei laboratori siano state trasformate in prodotti certificati per il mercato internazionale. L’evento è stato inoltre un’occasione per i giovani ingegneri, soprattutto quelli delle discipline STEM di ottenere crediti formativi e di entrare in contatto diretto con professionisti che operano nei più grandi progetti scientifici del pianeta.

Il Presidente dell’Ordine, Ing. Fabio Colabianchi, ha concluso ribadendo la volontà di rendere l’Ordine un punto di incontro permanente tra professione, università, ricerca, industria e territorio, soprattutto in un momento in cui la figura dell’ingegnere si sta trasformando sotto l’influenza di intelligenza artificiale, transizione energetica e nuovi scenari geopolitici.

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