L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, ha ospitato venerdì mattina l’inaugurazione del Villaggio Coldiretti, un vero e proprio mercato delle idee dove agricoltori, ricercatori, autorità sanitarie e rappresentanti istituzionali hanno dato vita al Patto abruzzese per il cibo e la salute. L’evento, aperto con una suggestiva transumanza urbana riconosciuta dall’UNESCO, ha voluto rimarcare l’importanza storica della pastorizia e la sua attualità nella costruzione di filiere alimentari sane e sostenibili.
Il Patto nasce a L’Aquila: obiettivi e protagonisti
Durante la cerimonia è stato presentato il documento firmato da Pietropaolo Martinelli, presidente di Coldiretti Abruzzo, dal vicepresidente regionale Emanuele Imprudente e dal sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo. Il patto prevede l’inserimento sistematico di prodotti freschi, locali e stagionali nei menù di ospedali e mense scolastiche, l’introduzione di sistemi di tracciabilità certificata e la promozione dell’educazione alimentare nelle scuole. Prevenire le malattie attraverso l’alimentazione è il filo conduttore, con la convinzione che la salute inizi nei campi, nelle stalle e nelle filiere.
Applicazione pratica in ospedali e scuole
Nel mese di luglio scorso, quattro presidi ospedalieri abruzzesi hanno già sperimentato l’approvvigionamento di ortaggi a km 0, grazie alla rete Campagna Amica per la Salute. L’obiettivo è estendere il modello a tutti i 71 ospedali italiani ed europei coinvolti nella stessa iniziativa, garantendo così una fornitura costante di cibo tracciato e di qualità superiore per i pazienti e gli studenti.
Le dichiarazioni della Regione: innovazione e ricambio generazionale
Emanuele Imprudente ha sottolineato che la Regione Abruzzo ha investito massicciamente i fondi del PSR, posizionandosi tra le quattro regioni più performanti a livello nazionale. Il vice assessore ha ricordato i circa 1 100 giovani agricoltori insediati negli ultimi tre anni e ha evidenziato la priorità data ai bandi per le imprese delle aree interne e al settore zootecnico, che ha già ricevuto 93 domande, con le prime 29 in fase di finanziamento.
Qualità, tradizione e export
Imprudente ha inoltre evidenziato come le produzioni tipiche – vino, orticoltura, olio e allevamento – stiano contribuendo a un export in crescita, grazie alla capacità delle aziende di “interpretare un mondo che cambia”. Il messaggio è chiaro: la qualità dei prodotti è la chiave per valorizzare il territorio e per attrarre nuovi visitatori attraverso agriturismi, enoturismo e olioturismo.
Domanda di cibo sano e dati di produzione
L’Instant Report Coldiretti/Censis rivela che il 97 % degli italiani considera una dieta sana fondamentale per la prevenzione delle malattie, mentre l’88 % desidera conoscere l’origine degli alimenti. Tuttavia, il settore agricolo affronta sfide crescenti: cambiamenti climatici, scarsità d’acqua e aumento dei costi. Nel 2025, il valore della produzione ortofrutticola italiana è diminuito del 5,8 % nonostante un volume quasi stabile, mentre la frutta ha registrato un calo di volume del 7,3 %. In Abruzzo, la produzione agricola è cresciuta del 3,8 % in volume, ma le criticità idriche continuano a pesare sulle imprese.
Occupazione e prospettive future
Il CREA segnala che nel 2024 gli operai agricoli in Abruzzo erano 19 426, un aumento di 593 unità rispetto all’anno precedente. Martinelli ha ribadito l’importanza di sostenere chi produce: “servono interventi per l’acqua, l’innovazione e la crescita delle nuove generazioni”, senza i quali la qualità del cibo rischia di decadere.
Transumanza urbana: simbolo di continuità
L’apertura simbolica del Villaggio è stata curata da una vera transumanza urbana: un gregge di ovini, accompagnato da Carabinieri Forestali a cavallo e da trattori, ha percorso la via dalla Villa Comunale fino a piazza Duomo. Questo gesto ha voluto connettere la memoria pastorale abruzzese al presente, dimostrando che le radici culturali possono integrarsi con le sfide moderne dell’agricoltura.
Il Villaggio resterà attivo fino a domenica 11 ottobre, offrendo workshop, degustazioni, un mercato di 40 produttori abruzzesi e spazi dedicati alla zootecnia, al benessere animale e all’innovazione tecnologica. L’iniziativa conferma che, in Abruzzo, il futuro della salute parte dal terreno e dalle stalle, per arrivare direttamente sulle tavole dei cittadini.



