Federico Matias Mandl, italo-argentino e ex consigliere del Consiglio regionale degli Abruzzesi nel mondo (CRAM), ha lanciato un appello pubblico rivolto alla Regione Abruzzo. Dal 2023, infatti, le riunioni del CRAM non si tengono più per insufficienza di risorse economiche, l’ufficio regionale dedicato all’emigrazione è stato soppresso e numerose associazioni abruzzesi all’estero stanno vivendo una situazione di grave vulnerabilità.
Il CRAM inattivo dal 2023 e la chiusura dell’ufficio emigrazione
Il blocco delle attività del CRAM rappresenta una rottura del legame istituzionale tra l’Abruzzo e le sue comunità sparpagliate nel mondo. La cessazione delle riunioni rende impossibile la pianificazione di iniziative comuni e la gestione dei fondi destinati alle comunità diaspora. Parallelamente, la soppressione dell’ufficio regionale per l’emigrazione ha privato le associazioni di un punto di riferimento amministrativo, ostacolando pratiche di finanziamento e la collaborazione con le istituzioni locali. Questo disimpegno regionale rischia di trasformare enti storicamente vitali in semplici luoghi di ritrovo, privandoli della loro funzione di presìdi di identità e memoria per migliaia di abruzzesi residenti all’estero.
Le associazioni abruzzesi in Argentina: storia, ruolo e pericolo attuale
In Argentina, le realtà abruzzesi hanno da decenni alimentato la cultura, la gastronomia, la lingua e le tradizioni della regione italiana. L’associazione Villa San Vincenzo di Guardiagrele, con sede a San Martín nella zona metropolitana di Buenos Aires, è un esempio emblematico: nasce da un flusso migratorio che porta con sé il desiderio di preservare le radici abruzzesi. Queste organizzazioni non sono semplici centri di aggregazione; sono custodi di valori tramandati di generazione in generazione e rappresentano un ponte tra la terra d’origine e le nuove generazioni nate in America Latina.
Il caso dell’associazione Villa San Vincenzo di Guardiagrele
Mandl è cresciuto all’interno di Villa San Vincenzo, frequentandola fin dalla nascita. Dopo aver accompagnato i nonni e i genitori nelle attività, ha assunto ruoli di responsabilità, passando da vicepresidente a presidente. La sua esperienza personale dimostra come le associazioni possano diventare laboratori di cittadinanza, dove giovani di seconda generazione mantengono viva la lingua e le ricette tipiche, organizzano feste religiose e promuovono scambi culturali con l’Italia.
Il contributo della Fedamo e di Alicia Carosella
La madre di Mandl, Alicia Carosella, ha diretto per tre mandati la Federazione delle associazioni abruzzesi in Argentina (Fedamo). In quella veste, ha rappresentato l’intera America del Sud al precedente Consiglio regionale dell’Emigrazione e dell’Immigrazione (CREI), organismo che ha preceduto la nascita del CRAM nel 2004. La sua attività ha favorito la collaborazione fra le diverse federazioni, dimostrando che l’interesse per la cultura abruzzese trascende le appartenenze politiche. La Fedamo, grazie a Carosella, ha organizzato eventi di rilievo come l’Assemblea annuale del CRAM a Buenos Aires e il Congresso Mondiale dei Giovani Abruzzesi.
Richiesta di intervento della Regione Abruzzo
Mandl conclude il suo appello invitando i responsabili attuali e passati della Regione Abruzzo a superare le divisioni politiche per trovare soluzioni concrete. Sottolinea che la questione non è più una disputa tra destra e sinistra, ma una sfida di identità, memoria e rispetto verso milioni di famiglie che, pur vivendo lontano, non hanno dimenticato le proprie origini. Il futuro delle associazioni dipende da un impegno istituzionale capace di garantire fondi, riattivare l’ufficio emigrazione e creare canali di comunicazione stabili. Solo così l’Abruzzo potrà continuare a vivere anche al di fuori dei suoi confini territoriali.



