23 ottobre 2026 🌤 12°

Morte di un operaio tunisino e auto bruciata a Piano Lonaro, Lucoli

Un operaio tunisino è morto in una scarpata di Lucoli, vicino a un'auto in fiamme: la carabinieri cerca le cause.

Morte di un operaio tunisino e auto bruciata a Piano Lonaro, Lucoli

Nel primo pomeriggio di una mattina qualunque, un passante ha notato una scena raccapricciante lungo la via del Biancospino, nei pressi di Piano Lonaro, nel territorio di Lucoli (AQ). Una Chevrolet Aveo bianca era avvolta da fiamme violente, mentre a pochi metri di distanza giaceva il corpo di un uomo in una scarpata ormai disseminata di vegetazione. L’evento è stato segnalato immediatamente al 118 e ai Carabinieri, i quali si sono recati sul posto per avviare le prime indagini.

La presenza del veicolo incendiato ha subito destato sospetti sulla possibile correlazione con il decesso. Nonostante il rogo abbia consumato gran parte della carrozzeria, i soccorritori hanno potuto rilevare segni di ustioni sul cadavere, ma non una carbonizzazione totale. Al contempo, le autorità hanno anzitutto garantito l’area, richiesto il supporto dei tecnici della Sezione investigazioni scientifiche e dei carabinieri forestali di Tornimparte per preservare le tracce utili all’indagine.

Il ritrovamento del corpo e dell’auto incendiata

Luogo e tempistiche dell’accaduto

Il rilievo è avvenuto nei pressi della prima abitazione di Prato Lonaro Basso, non lontano dall’accesso alle piste sciistiche di Campo Felice. Gli specialisti hanno constatato che il cadavere si trovava a meno di cinque metri dal margine stradale, depositato nella scarpata in maniera innaturale. Gli esami preliminari hanno evidenziato ustioni di secondo grado, senza segni di violenza fisica, lasciando aperta la questione se l’uomo sia stato espulso dall’auto da un’esplosione o da una rapida propagazione delle fiamme.

L’auto, descritta come un modello datato, era dotata di impianto a doppia alimentazione (GPL e benzina). Non sono stati rinvenuti danni strutturali causati da impatto contro alberi o ostacoli, il che suggerisce che il rogo sia iniziato mentre il veicolo era fermo. La mancanza di segni di collisione ha orientato gli inquirenti verso ipotesi di guasto meccanico o di perdita di liquido infiammabile.

Identità della vittima e legami familiari

Profilo lavorativo e legami con la comunità

La persona deposta nella scarpata è stata identificata come Wissem Hmida, operaio edile tunisino di 29 anni. Da circa tre anni, Hmida insieme al fratello Foued, 27 anni, collaborava con l’impresa locale “Fratelli Chiodi”, attiva nei cantieri della zona di Lucoli. I colleghi lo descrivono come uno dei lavori più affidabili e diligenti dell’azienda, una valutazione condivisa anche dal capocantiere, anch’esso di origini tunisine. L’abitazione dove risiedeva Hmida è un appartamento in affitto nelle immediate vicinanze del luogo del ritrovamento.

La notizia della scomparsa ha immediatamente allarmato il fratello e la famiglia rimasta in Tunisia, che hanno espresso profondo dolore e preoccupazione. Anche il sindaco di Lucoli, Michelangelo Peretti, ha visitato il sito per esprimere solidarietà e garantire il massimo impegno delle autorità locali nella ricerca di risposte. Il corpo è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale per l’ autopsia finale.

Prime ipotesi sull’origine dell’incendio

Guasto meccanico o perdita di carburante?

Gli esperti tecnici stanno valutando due scenari principali. Il primo prevede un guasto improvviso del motore o del sistema di accensione del GPL, che potrebbe aver provocato una deflagrazione capace di frantumare il parabrezza e di lanciare l’occupante fuori dall’auto, dove le fiamme avrebbero poi avvolto i vestiti. Il secondo scenario ipotizza una perdita di carburante – magari da una tanica di benzina nelle vicinanze, dato il contesto di una stazione di rifornimento entro pochi chilometri – che, a contatto con una fonte di calore, ha alimentato il rogo sia dell’auto che dell’indumento del conducente.

Il luogotenente Alessandro Silvi, comandante della stazione dei Carabinieri di Lucoli, ha sottolineato che non sono ancora emersi indizi di un atto criminoso; pertanto, la Procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato. Sul luogo è stato sequestrato il veicolo, e le analisi forensi, insieme alla documentazione medica, saranno decisive per stabilire se le cause siano riconducibili a un incidente stradale o a un malfunzionamento tecnico.

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