Il Servizio Sanitario Nazionale dell’Abruzzo è stato al centro di una denuncia che mette in luce sia i ritardi nelle liste d’attesa sia le incoerenze tariffarie tra le sue strutture. La vicenda, segnalata il 23 ottobre da Erika Alessandrini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, coinvolge una risonanza magnetica dell’encefalo e del tronco encefalico richiesta con un termine di 60 giorni per motivi clinici.
Il ritardo di oltre un anno per una risonanza entro 60 giorni
L’ASL di Pescara ha comunicato al paziente una data di esecuzione nell’attesa di novembre 2027, più di un anno dopo la prenotazione, violando di gran lunga il limite previsto. Come alternativa, la struttura ha proposto la stessa prestazione in regime di intramoenia al costo di 600 €, effettuata da un medico del SSN che esercita anche in libera professione all’interno delle strutture pubbliche.
Il cittadino, al fine di contenere le spese, ha richiesto preventivi a strutture private della zona, ottenendo offerte di 400 € e 385 €. Nonostante i costi più contenuti, la soluzione più economica è stata trovare uno slot presso l’ospedale di Teramo, sempre in regime di libera professione, al prezzo di 152 €. Per accedere a questo servizio, il paziente ha dovuto percorrere circa 140 chilometri, dimostrando come la carenza di posti nella propria provincia abbia spinto alla mobilità geografica e a un’onere finanziario significativo.
Differenze tariffarie tra le ASL di Pescara e Teramo
Il dato più eclatante è il divario di 448 euro tra le due offerte: “Seicento euro a Pescara, 152 a Teramo”. Questa disparità, quasi quattro volte superiore, rende evidente una inefficienza sistemica nella determinazione dei prezzi e mette in dubbio la coerenza dei criteri adottati dalle diverse aziende sanitarie regionali.
Alessandrini sottolinea che una tale differenza non può essere attribuita a semplici variazioni di mercato, perché entrambi i servizi sono erogati dallo stesso Servizio Sanitario Nazionale e dovrebbero rispettare gli stessi parametri di tariffazione stabiliti dalla Regione Abruzzo. La mancata omogeneità spinge la consigliera a chiedere una verifica immediata dei criteri di determinazione delle tariffe, per evitare che il costo dell’assistenza dipenda dalla provincia di residenza.
Risposta politica e richiesta di vigilanza
Secondo la testimonianza del cittadino, l’ASL di Pescara non ha nemmeno indicato la procedura di tutela prevista dalla normativa nazionale e regionale per i casi di mancato rispetto dei tempi di attesa. Tale procedura consente al paziente di ottenere la prestazione entro i termini stabiliti senza dover ricorrere a pagamenti privati.
Erika Alessandrini ha annunciato che presenterà una proposta d’ordine del giorno alla Commissione di Vigilanza regionale, chiedendo una discussione dedicata ai tariffari intramoenia delle quattro ASL abruzzesi, ai criteri di definizione dei prezzi e alla conformità dei regolamenti aziendali con le direttive regionali. La consigliera ha richiesto l’audizione dell’assessora Verì, del Dipartimento Sanità e dei direttori generali delle aziende sanitarie, ribadendo che l’autonomia delle ASL non esonera la Regione dalle responsabilità di indirizzo e controllo.
Con la campagna “La salute non può attendere”, il Movimento 5 Stelle Abruzzo ha già risolto decine di casi di liste d’attesa insostenibili. Alessandrini conclude chiedendo che i responsabili passino dalla teoria dei numeri alla realtà dei pazienti, affinché il diritto a una prestazione tempestiva non sia più subordinato alle capacità economiche di chi la richiede.



