Nel panorama della ricerca sismica italiana, non è più raro vedere piccoli centri rurali trasformarsi in veri e propri laboratori viventi. Sant’Eusanio Forconese, borgo di poche centinaia di abitanti situato nei pressi del cratere del 2009, ha saputo trasformare la propria esperienza traumatica in un patrimonio di conoscenza condivisa. La memoria collettiva del sisma del 2009 è stata custodita dalla popolazione e oggi alimenta studi mirati alla prevenzione e alla ricostruzione sostenibile, attirando ricercatori da diverse nazioni.
Contemporaneamente, la penisola si prepara ad affrontare un nuovo capitolo di instabilità atmosferica: il giorno di Ognissanti porta con sé una bassa pressione che genera piogge intense, venti da nord e un brusco calo termico. Le autorità hanno attivato un’allerta gialla, segnalando il rischio di nubifragi e di allagamenti locali, soprattutto lungo il Medio Adriatico e le regioni meridionali.
Missione sul campo a Sant’Eusanio Forconese: un laboratorio internazionale per la ricostruzione post-sisma
La missione sul campo, programmata dal 18 al 20 settembre, si propone di raccogliere, analizzare e diffondere le migliori pratiche di ricostruzione post-sisma. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Associazione francese d’ingegneria parasismica (AFPS), l’Associazione francese per la prevenzione delle catastrofi (AFPCNT), l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC) e l’Università Federico II di Napoli, con il sostegno del Comune di Sant’Eusanio Forconese.
Collaborazioni transnazionali e ruolo delle istituzioni locali
Il sindaco Deborah Visconti e l’ingegner Raffaello Fico, titolare dell’USRC, hanno facilitato l’apertura del territorio alla ricerca, garantendo l’accesso a dati cartografici, testimonianze orali e strutture logistiche. I ricercatori italiani, belgi e francesi hanno potuto confrontarsi direttamente con gli abitanti, ottenendo una memoria viva del terremoto, elemento cruciale per validare modelli di rigenerazione urbana.
Programma della missione: tappe e obiettivi
Il 18 settembre è prevista una visita introduttiva ad L’Aquila, dove saranno presentati i risultati preliminari di studi precedenti. Il 19 settembre gli interventi si concentreranno su Sant’Eusanio Forconese e sui comuni del cratere, con sopralluoghi, tavole rotonde e workshop tematici sui criteri di design resiliente. La giornata si chiuderà al Monastero di San Colombo a Barisciano per una tavola rotonda finale. Il 20 settembre, l’ultimo giorno, il gruppo si sposterà ad Amatrice per confrontare le esperienze di ricostruzione di due aree colpite da eventi sismici differenti.
Allerta meteo di Ognissanti: nubifragi, vento e temperature in caduta
Una nuova perturbazione di bassa pressione, evoluzione della recente ondata che ha interessato il Centro-Sud, attraverserà l’Italia portando piogge diffuse e localmente intense. Le regioni più colpite saranno le Marche, l’Abruzzo, il Molise, la Campania e le due isole maggiori, dove sono attesi rovesci violenti con possibilità di nubifragi e accumuli d’acqua che possono provocare allagamenti.
Zone più a rischio e misure di precauzione
La Protezione Civile ha emesso un’allerta gialla per rischi di temporali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia, e un’allerta idrogeologica per le stesse regioni, con l’ulteriore avviso di rischio idraulico in Calabria. Le autorità invitano la popolazione a tenere sotto controllo gli sbocchi dei torrenti, a evitare spostamenti non indispensabili e a seguire le indicazioni dei comuni per la gestione delle emergenze.
Prospettive per i prossimi giorni: evoluzione della perturbazione
Il maltempo persisterà anche lunedì 2 novembre, con le precipitazioni più intense ancora concentrate sul Medio Adriatico, il Sud e la Sicilia. Martedì la perturbazione si allontanerà verso est, attenuandosi gradualmente. Da mercoledì in poi le previsioni indicano un miglioramento della situazione, con cielo più sereno, temperature in lieve rialzo e condizioni di mare più tranquille.



