Un percorso educativo ha trasformato le aule in piccoli studi creativi: oltre 1.200 studenti e circa 120 docenti delle scuole abruzzesi hanno preso parte al progetto Digitale 2.0, promosso dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” e sostenuto dal Piano nazionale Cinema e immagini per la scuola 2026, promosso dal ministero dell’Istruzione e dal ministero della Cultura. I risultati di questo lavoro collettivo saranno esposti nella mostra immersiva “Creatività in evoluzione: tra videoart, IA e realtà aumentata“, che si inaugura mercoledì 20 maggio a Palazzo de Marchis, in via Indipendenza 11, nel centro storico dell’Aquila.
La mostra, visitabile gratuitamente fino a domenica 31 maggio con apertura quotidiana dalle 16 alle 20, è pensata come uno spazio di incontro tra tecnologia, linguaggi audiovisivi e cittadinanza. Le opere esposte non sono semplici prodotti finali: nascono da percorsi didattici differenziati per età e competenze e mettono al centro l’idea di un uso consapevole delle nuove tecnologie. In questo contesto, per cittadinanza digitale si intende la capacità critica e creativa di muoversi nel panorama informativo contemporaneo, abilità che il progetto ha cercato di stimolare attraverso laboratori pratici e momenti di riflessione.
Il progetto e i numeri
Numeri e partecipazione raccontano la dimensione dell’iniziativa: oltre mille studenti hanno contribuito con produzioni audiovisive, installazioni e sperimentazioni digitali, affiancati da docenti e professionisti del settore. Tra le scuole coinvolte figurano l’Istituto comprensivo Teofilo Patini, l’Istituto Santa Maria degli Angeli, l’Istituto Maestre Pie Filippini, l’Istituto comprensivo Paganica e l’Istituto alberghiero di Silvi (Teramo). Il progetto si è rivolto a diversi ordini scolastici con percorsi pensati per sviluppare competenze trasversali, offrendo agli studenti strumenti tecnici e linguistici per interpretare il mondo digitale.
Obiettivi formativi
Tra gli obiettivi principali c’è la promozione di una alfabetizzazione audiovisiva in chiave contemporanea: gli studenti hanno imparato a leggere e produrre immagini, a comprendere l’impatto dei media e a gestire in modo critico gli strumenti di comunicazione digitale. Il progetto ha inoltre puntato sulla diffusione di competenze tecniche, come l’uso di software per videoart, strumenti per effetti speciali e applicazioni basate su intelligenza artificiale, ma sempre all’interno di un quadro etico che valorizza la responsabilità e la privacy.
Formazione e produzioni creative
Le attività sono state calibrate sull’età degli studenti: per le scuole dell’infanzia e le primarie sono stati organizzati laboratori che hanno portato alla realizzazione di spot audiovisivi, combinando momenti teorici con esperienze pratiche in cui i bambini hanno sperimentato la narrazione visiva. Per le scuole secondarie di primo e secondo grado, invece, il percorso ha esplorato strumenti più avanzati: gli studenti hanno creato opere in realtà aumentata, installazioni immersive e progetti di videoart che integrano IA e effetti digitali.
Didattica e metodo
Il metodo adottato ha mescolato consulenze di professionisti, workshop pratici e moduli teorici, con l’intento di costruire competenze spendibili nel tempo. Il ricorso a laboratori pratici ha permesso agli studenti di trasformare idee in prodotti visibili, mentre le discussioni guidate hanno favorito una riflessione sul ruolo della tecnologia nella società. Le installazioni digitali affrontano temi come la protezione dei dati, il rispetto reciproco online e le opportunità creative offerte dagli strumenti digitali.
La mostra: visitare, osservare, riflettere
“Creatività in evoluzione” si presenta come un percorso espositivo pensato per essere fruito in modo attivo: le installazioni immersive invitano il pubblico a osservare ma anche a interagire, offrendo spunti per comprendere come le nuove tecnologie influenzino linguaggi e pratiche comunicative. L’accesso gratuito a Palazzo de Marchis favorisce la partecipazione di famiglie, insegnanti e cittadini, trasformando la mostra in un’occasione concreta di dialogo tra scuola, cultura e innovazione.
Visitare la mostra significa dunque confrontarsi con produzioni nate in contesti scolastici, capire il processo che porta un progetto dalla classe allo spazio espositivo e valutare il potenziale educativo delle tecnologie creative. L’iniziativa ribadisce l’importanza di collegare didattica e pratica professionale, offrendo agli studenti gli strumenti per diventare non solo consumatori ma autori consapevoli del linguaggio digitale.



