La protesta dei medici di medicina generale arriverà a Pescara giovedì 21 maggio 2026, con una manifestazione prevista davanti all’assessorato regionale alla Sanità in via Conte di Ruvo. L’iniziativa è stata promossa dalla Fimmg Abruzzo e organizzata in sinergia con Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi, e rappresenta una risposta alla mancata intesa su punti chiave della programmazione territoriale e alla situazione di stato di agitazione già proclamata nei mesi scorsi.
All’appuntamento parteciperanno i segretari regionali e provinciali delle sigle sindacali e medici di medicina generale provenienti da tutte le province abruzzesi. L’obiettivo dichiarato è richiamare l’attenzione pubblica e istituzionale sulle criticità che investono la sanità territoriale, a partire dalla negoziazione sull’Accordo integrativo regionale (AIR) e dalle condizioni operative nelle aree interne e nei contesti più fragili, dove il rapporto di fiducia tra medico e paziente risulta fondamentale.
Le ragioni della mobilitazione
Al centro delle ragioni che spingono alla mobilitazione ci sono questioni contrattuali e organizzative: la mancata chiusura dell’Accordo integrativo regionale è percepita come un ostacolo alla definizione di ruoli, risorse e modalità operative per la medicina di base. I sindacati sottolineano che senza una cornice chiara diventa difficile garantire la continuità assistenziale e l’efficacia dei nuovi presìdi previsti nelle programmazioni sanitarie. In questa cornice il termine sanità territoriale assume connotati pratici: non è solo un concetto amministrativo, ma la rete di servizi che quotidianamente tocca i pazienti più vulnerabili.
Accordo integrativo regionale e stato di agitazione
La protesta segue i passaggi che, nei mesi scorsi, hanno portato la Fimmg a proclamare lo stato di agitazione: la negoziazione sull’AIR non ha prodotto l’intesa necessaria a definire diritti, doveri e risorse per i medici di famiglia. I sindacati chiedono quindi una riapertura del confronto con l’ente regionale, puntando su un accordo che valorizzi la medicina generale e dia certezze operative ai professionisti sul territorio. La mobilitazione intende essere uno strumento di pressione istituzionale, ma anche un segnale ai cittadini sulla necessità di tutelare i servizi di prossimità.
Partecipanti e modalità della manifestazione
L’appuntamento è fissato per la mattina con concentramento davanti all’assessorato regionale alla Sanità in via Conte di Ruvo: oltre ai dirigenti sindacali, si attendono medici da tutte le province abruzzesi. La presenza dei professionisti non mira solo a rivendicare condizioni contrattuali migliori, ma anche a porre l’accento sulla funzione della medicina generale come primo filtro e come presidio di prossimità. In pratica, quello che viene richiesto è più tutela per chi svolge il compito di cura e, al tempo stesso, maggiore certezza per chi riceve le prestazioni.
L’organizzazione sindacale e i punti salienti
La protesta è coordinata dalla Fimmg Abruzzo insieme a Snami, Fmt, Cisl Medici e Smi, che hanno stilato un elenco di questioni da portare all’attenzione della Regione. Tra i punti salienti figurano l’adeguamento delle condizioni contrattuali, la definizione di servizi integrati sul territorio e misure per contrastare il progressivo ridimensionamento della medicina generale. I sindacati sottolineano che senza interventi mirati il sistema rischia di perdere capacità di risposta soprattutto nelle aree rurali e nei piccoli centri.
Il ruolo degli Ordini e le prospettive per i pazienti
I presidenti degli Ordini dei Medici abruzzesi hanno espresso attenzione e vicinanza al disagio manifestato dai colleghi: Lucilla Gagliardi (Ordine di Chieti), Alessandro Grimaldi (Ordine dell’Aquila), Maria Assunta Ceccagnoli (Ordine di Pescara) e Cosimo Napoletano (Ordine di Teramo) hanno sottolineato la necessità di ascoltare le istanze dei medici mantenendo però il confronto orientato alla tutela del paziente e alla sostenibilità del servizio sanitario pubblico. Gli Ordini vedono la medicina generale come un presidio essenziale per la comunità, particolarmente nelle zone dove l’accesso alle cure è più difficile.
Impatto sui cittadini e possibili sviluppi
Dal punto di vista dell’utenza, la mobilitazione richiama l’attenzione sul rischio di impoverimento dell’assistenza locale se non verranno adottate soluzioni condivise. I presidenti degli Ordini invitano a ragionare su una riorganizzazione che valorizzi il ruolo dei medici di medicina generale, tuteli i cittadini e renda operative le innovazioni previste dalle programmazioni sanitarie. La manifestazione di Pescara vuole essere quindi un momento di pressione ma anche un richiamo a un confronto costruttivo tra istituzioni e professionisti per garantire qualità e continuità delle cure.