Il Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile ha sollevato una polemica a Sulmona riguardo l’abbattimento di due alberi in piazza Capograssi. La questione è emersa dopo la risposta del Comune di Sulmona a un accesso agli atti richiesto dagli ambientalisti. La relazione tecnica allegata alla risposta ha suscitato perplessità, poiché afferma che l’indagine è stata condotta mediante osservazione visiva da terra e che la valutazione dell’apparato radicale non è stata eseguita in modo diretto.
Gli ambientalisti si chiedono come sia possibile decidere l’abbattimento di alberi basandosi solo su una valutazione visiva, soprattutto in un’epoca in cui esistono strumentazioni avanzate per accertare le condizioni strutturali e fitosanitarie delle piante. Secondo il tecnico incaricato, la metodologia utilizzata non consente una verifica puntuale delle porzioni più elevate degli alberi e le valutazioni conseguenti non sempre risultano rappresentative delle effettive condizioni della componente ipogea.
La mancanza di sostituzione e progetti di riqualificazione
Una delle principali critiche degli ambientalisti riguarda la mancanza di sostituzione degli alberi abbattuti e l’assenza di progetti di riqualificazione per i giardini di piazza Capograssi. Il Comune ha risposto negativamente a entrambe le domande, affermando che non risultano agli atti progetti di riqualificazione per la piazza. Questo significa che piazza Capograssi resterà a tempo indefinito una landa desolata e assolata un esempio di degrado urbano che non rappresenta certo un biglietto da visita positivo per uno dei luoghi identitari di Sulmona.
Gli ambientalisti hanno citato altri casi simili, come i 18 tigli tagliati due anni fa in piazza Garibaldi e mai sostituiti, e gli alberi abbattuti lungo viale Roosevelt e in piazza Venezuela. Secondo il Coordinamento, a Sulmona si continua a utilizzare le motoseghe senza provvedere alla piantumazione di nuovi alberi, un problema che non è casuale ma riflette la scarsa priorità data alla gestione del verde urbano dall’amministrazione Tirabassi.
La gestione del verde urbano a Sulmona
Il Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile ha denunciato la mancanza di strumenti essenziali per la cura del patrimonio arboreo cittadino. A Sulmona non ci sono manutenzione adeguata, censimento degli alberi, regolamento comunale, fondi dedicati, né un ufficio specifico o personale qualificato per occuparsi del problema. Questo è inaccettabile per una città che è al centro del sistema dei Parchi e che ospita la sede del Parco nazionale della Maiella.
La questione è ancora più rilevante se si considera l’importanza degli alberi nel rendere le città più resilienti al cambiamento climatico. Gli alberi, con la loro ombra e il raffrescamento che producono, sono veri e propri condizionatori naturali in grado di abbassare le temperature anche di 8 gradi. Piantare più alberi significa ridurre i consumi energetici e migliorare la qualità della vita, un obiettivo che sembra essere ignorato dall’amministrazione comunale.
Le critiche al sindaco Tirabassi
Il Coordinamento ha concluso il suo comunicato con una critica diretta al sindaco Luca Tirabassi, sottolineando come la gestione del verde urbano sia considerata l’ultimo dei problemi. Gli ambientalisti hanno ricordato lo slogan elettorale del sindaco, invitando a dargli fiducia, ma hanno espresso scetticismo riguardo ai miglioramenti futuri. La situazione attuale, con la mancanza di manutenzione e la scarsa attenzione al verde, non promette bene per il futuro della città.



