Gli incendi che stanno devastando l’Abruzzo e la Sicilia continuano a tenere con il fiato sospeso le autorità e i residenti delle zone colpite. Le alte temperature e i venti impetuosi stanno rendendo le operazioni di spegnimento particolarmente complesse, mettendo a dura prova i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e i volontari.
In Abruzzo, gli incendi più preoccupanti sono quelli di Rocca di Mezzo e Lucoli dove le fiamme stanno avanzando in aree impervie e boschive, rendendo difficile l’accesso e il controllo dei fronti. Le operazioni di spegnimento sono rese ancora più complesse dalle condizioni meteorologiche avverse, con temporali che, pur non portando pioggia, possono generare fulmini capaci di rialimentare i focolai.
L’incendio di Rocca di Mezzo: un’area di 10 ettari devastata
L’incendio di Rocca di Mezzo è divampato domenica mattina, intorno alle 11:30, in località Colle della Mula vicino alle case popolari. Le prime ipotesi sull’origine del rogo puntano verso un barbecue, ma le indagini sono ancora in corso. Secondo le stime preliminari, le fiamme hanno già devastato circa 10 ettari di territorio, ma i sorvoli con i droni dei Vigili del Fuoco forniranno dati più precisi una volta che l’incendio sarà domato.
Le fiamme si sono avvicinate alla zona degli alberghi, senza tuttavia rendere necessaria un’evacuazione. In via precauzionale, un’autobotte dei vigili del fuoco è stata posizionata nel piazzale di una delle strutture. Gli elicotteri della Protezione Civile regionale, dei carabinieri forestali, un Canadair e un elicottero Erickson hanno effettuato numerosi lanci per contenere le fiamme. Sul terreno, squadre Aib, associazioni di volontariato e numerosi mezzi dei vigili del fuoco hanno operato sotto la coordinazione del direttore delle operazioni di spegnimento.
Le difficoltà operative e le misure adottate
Le operazioni di spegnimento sono rese particolarmente difficili dall’impossibilità, per i mezzi pesanti, di raggiungere direttamente il fronte. Due elicotteri hanno lavorato dall’alto, mentre la Protezione Civile è riuscita ad avvicinarsi con i fuoristrada dal versante opposto. Il sindaco di Lucoli, Michelangelo Peretti, ha espresso la speranza che questa mattina possa essere nuovamente attivato un mezzo aereo, altrimenti le fiamme rischiano di restare attive anche per tutta la giornata.
La situazione in Sicilia: evacuazioni e pericoli imminenti
In Sicilia, la situazione non è meno critica. Un vasto incendio, alimentato dal vento di Scirocco, ha raggiunto il centro abitato di Santo Stefano Quisquina nell’Agrigentino, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di oltre cento persone. Le squadre di soccorso dei vigili del fuoco, della protezione civile e del corpo forestale sono impegnate ininterrottamente da due giorni.
Il timore principale è che le fiamme possano raggiungere un deposito di ossigeno, un distributore di carburante e uno stabilimento di fuochi d’artificio. Il sindaco Francesco Cacciatore ha dichiarato: “La situazione è drammatica, ho evacuato tutti coloro che erano a rischio, i Canadair hanno iniziato i lanci. Siamo tutti in pericolo.”
La situazione non è migliore nel Palermitano, dove le squadre di soccorso sono impegnate a contenere i roghi che stanno minacciando Montagna Longa e San Martino delle Scale. Un vasto incendio divampato nella notte tra il 21 e il 22 luglio nella zona di Carini ha minacciato anche due rifugi che ospitano numerosi animali. Come se non bastassero gli incendi, diversi blackout si sono verificati in una grande area del centro di Palermo, con le temperature molto alte che hanno messo a dura prova i cavi elettrici, causando ripetuti guasti.



