Il Daniele Kihlgren è venuto a mancare a Roma all’età di sessant’anni, a seguito di complicanze legate a una polmonite bilaterale acuta aggravata da una precedente condizione di HIV. Il decesso ha scosso non solo la sua famiglia, ma anche un’intera comunità di professionisti, amministratori e abitanti che lo consideravano il principale artefice della rinascita di molti piccoli centri italiani.
Da Milano a Santo Stefano: l’avventura che ha dato vita a Sextantio
Figlio di un commerciante di legnami svedese e di una madre pescarese appartenente alla famiglia Miklesi, noti per la produzione di cemento, Kihlgren nasce a Milano. Alla fine degli anni ’90, attraversando l’Appennino a bordo della sua moto, scopre il paesaggio spettrale di Santo Stefano di Sessanio un borgo medievale dell’Aquila quasi abbandonato. Lì prende forma Sextantio un progetto di albergo diffuso basato sul recupero conservativo e sulla valorizzazione del patrimonio storico minore cioè quei borghi, le architetture vernacolari e le tradizioni locali spesso trascurate dai circuiti turistici tradizionali.
Il principio dell’ospitalità adattata al luogo
Una delle massime che guidava il suo operato era: “L’ospitalità deve adattarsi al luogo, e non il luogo essere trasformato per accogliere l’ospitalità”. In pratica, l’intervento a Santo Stefano non prevedeva la ricostruzione di un passato idealizzato, ma l’inserimento di una funzione contemporanea in edifici storici, mantenendo intatte le proporzioni, i materiali e le tracce della vita quotidiana.
Espansioni nazionali e internazionali
Il successo di Sextantio a Santo Stefano ha incoraggiato Kihlgren a replicare il modello in altri contesti. A Matera, ad esempio, ha partecipato al progetto Le Grotte della Civita dove ha applicato la stessa logica di integrazione tra nuovo utilizzo e rispetto dell’ambiente costruito. Parallelamente, ha avviato una collaborazione con il Museo delle Genti d’Abruzzo per reperire e diffondere oltre settanta ricette della tradizione gastronomica locale, contribuendo a salvare pratiche culinarie quasi dimenticate.
Impegno sociale in Rwanda
Nel 2008, la Fondazione Sextantio è stata lanciata in Rwanda con l’obiettivo di garantire l’accesso alla sanità di base a famiglie vulnerabili. Per Kihlgren l’iniziativa privata doveva assumersi una responsabilità verso le comunità più deboli, dimostrando che il modello di sviluppo sostenibile poteva estendersi anche a contesti extra-europei.
Il ricordo della comunità di Santo Stefano
Il sindaco Fabio Santavicda ha definito Kihlgren “un simbolo, un figlio, un amico, un fratello, un concittadino”. Ha sottolineato come l’imprenditore sia riuscito a trasformare il piccolo borgo in un marchio di eccellenza internazionale, stimolando la creazione di nuove attività e rinvigorendo un’economia stagnante. Il suo approccio, descritto come “rigido ma aperto alla riflessione”, ha lasciato un vuoto “immenso, economico e sociale” nella vita quotidiana dei residenti.
Ultimi saluti
La camera mortuaria sarà allestita venerdì, 9 ottobre, presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Roma, dalle 10:00 alle 12:00. Nel pomeriggio, dalle 15:00, la salma sarà accolta nella Chiesa delle Anime Sante di Santo Stefano di Sessanio. I funerali si terranno lunedì nella Chiesa di San Babila a Milano; le ceneri saranno poi depositate nella cappella di famiglia a Lovere sulle sponde del Lago d’Iseo.



