Nella Marsica un conflitto di interessi sta mettendo a dura prova il territorio. Da un lato, la necessità di proteggere le colture agricole di pregio come carote e patate, dall’altro, la spinta verso le energie rinnovabili che rischiano di compromettere il paesaggio e l’economia locale. In questo scenario, la Piana del Fucino diventa il palcoscenico di uno scontro tra l’assessore regionale Mario Quaglieri e il presidente di Confagricoltura L’AquilaFabrizio Lobene.
La Regione Abruzzo ha introdotto leggi sulle aree idonee per le rinnovabili, ma queste normative sono state criticate per la loro interpretazione flessibile che potrebbe favorire la speculazione energetica a discapito dei terreni agricoli. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha definito la legge regionale distonica rispetto alle direttive nazionali, richiamando il principio di protezione assoluta delle aree agricole di pregio, come quelle del Fucino, che possono valere fino a 100.000 euro a ettaro.
Le criticità infrastrutturali
Un ostacolo significativo alla transizione energetica è rappresentato dalla rete di distribuzione elettrica sottodimensionata. Gli investitori che vogliono allacciare impianti di energie rinnovabili nella Piana del Fucino si scontrano con il blocco infrastrutturale. Le sottostazioni esistenti hanno già raggiunto la massima capacità di carico, e la costruzione di nuove cabine primarie richiede tempi lunghi, tra i 7 e gli 8 anni.
Le richieste di connessione alla rete elettrica sono subordinate alla realizzazione di nuove cabine primarie, con una capacità di circa 40 MW. Tuttavia, i tempi di attesa per l’allaccio sono stimati tra i 4 e i 5 anni un lasso di tempo che rischia di bloccare gli investimenti e rallentare la transizione energetica.
Il conflitto tra Quaglieri e Lobene
Lo scontro tra l’assessore regionale Mario Quaglieri e il presidente di Confagricoltura L’AquilaFabrizio Lobene è esploso in questo contesto di paralisi infrastrutturale. Quaglieri difende la linea della Giunta regionale, rivendicando la bontà della legge sulle aree idonee, mentre Lobene ha criticato aspramente la normativa, definendola un assist alla speculazione energetica.
Lobene ha sollevato la questione del limite del 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) per le rinnovabili, che deve essere calcolato su base comunale per evitare che intere frazioni della Marsica vengano ricoperte di impianti solari, minacciando l’economia agricola locale.
Le dinamiche contrastanti dei proprietari terrieri
Mentre le associazioni di categoria difendono la terra, i singoli proprietari terrieri e importanti istituzioni locali vivono dinamiche contrastanti. Nel Fucino, un ettaro coltivato intensivamente a carote o patate può fruttare circa 40.000 euro di produzione lorda. Tuttavia, le multinazionali dell’energia offrono cifre ben più alte per il diritto di superficie, creando un conflitto di interessi.
In questo scenario, anche la Curia ha un ruolo attivo, acquistando terreni nella Piana del Fucino per investire i propri fondi sul territorio e riaffittandoli ai giovani agricoltori per calmierare il mercato.
L’Agrivoltaico Innovativo come possibile soluzione
Una possibile via d’uscita tecnica è rappresentata dall’Agrivoltaico Innovativo che prevede l’installazione di pannelli solari a un’altezza minima di 2,80 metri consentendo di continuare le lavorazioni sulle colture sottostanti. Gli studi dimostrano che l’ombra parziale giova a colture come le patate, e l’Agrivoltaico non è considerato consumo di suolo aggirando i vincoli paesaggistici tradizionali.
Tuttavia, anche questa soluzione deve arrendersi all’evidenza: mancano le prese di connessione alla rete elettrica. Senza le cabine primarie, qualsiasi legge sulle aree idonee rimarrà soltanto un pezzo di carta.
Nei prossimi mesi, la Regione Abruzzo dovrà affrontare sfide complesse per riscrivere la legge regionale e blindare i suoli agricoli di pregio, in attesa della nuova mappatura e del recepimento dei correttivi. La politica regionale dovrà programmare partendo dai dati reali del territorio, come ha richiesto Confagricoltura.



