Il 13 ottobre il dibattito sulla tenuta dei presidi giudiziari in Abruzzo si è riacceso con un appello pubblico che punta a trasformare una misura temporanea in una soluzione stabile. Angelo Radica presidente di ALI Abruzzo ha invitato le forze politiche a convergere su una strada normativa ritenuta più rapida e affidabile rispetto ad altre opzioni legislative.
La questione riguarda i tribunali di AvezzanoLancianoSulmona e Vasto presidi che secondo i sostenitori meritano una stabilizzazione formale per garantire continuità ai servizi giudiziari e rassicurare le comunità locali. L’appello sottolinea anche il ruolo delle amministrazioni e degli operatori professionali nella costruzione di un percorso condiviso.
Richiesta di sostegno politico per l’emendamento al decreto Giustizia 168
Nel suo intervento Radica ha definito urgente l’adozione di una soluzione che non venga rimandata per logiche di schieramento: “Occorre cogliere l’opportunità di stabilizzare i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. Sarebbe imperdonabile lasciarla cadere per ragioni di posizionamento politico, per questo va utilizzato il veicolo più efficace e sicuro“. Con queste parole ha richiamato l’attenzione sulla concretezza dell’azione richiesta e sulla necessità di privilegiare il bene delle comunità rispetto a calcoli politici.
La proposta indicata come preferibile è un emendamento inserito nel decreto Giustizia 168. Radica ha rimarcato che, sulla scia dell’indicazione del senatore Michele Fina, “Il sostegno di tutte le forze politiche, come suggerito dal senatore Michele Fina, a un emendamento al decreto Giustizia 168 che stabilizzi i quattro presidi di giustizia, è la soluzione ideale“. Qui l’idea è quella di utilizzare un veicolo normativo già in corso d’opera che permetta una rapida e certa stabilizzazione.
Perché l’emendamento è considerato la via più rapida
Secondo gli enti locali e gli operatori coinvolti, l’emendamento al decreto offre un iter amministrativo più snello e meno esposto a ritardi rispetto a un disegno di legge ad hoc. Radica ha sottolineato come “I rappresentanti abruzzesi di tutte le forze politiche sono del resto a favore della stabilizzazione, e amministrazioni e operatori suggeriscono questa via, la più rapida e sicura”. Questo consenso trasversale è presentato come elemento chiave per superare ostacoli procedurali e accelerare l’esito positivo.
Impatto sui territori e valore del coordinamento istituzionale
La stabilizzazione dei quattro tribunali viene descritta non solo come una questione di natura giuridica, ma anche come un intervento con ricadute concrete sulla sicurezza e sulla qualità della vita delle popolazioni interessate. Radica definisce questi uffici “Presidi essenziali per la sicurezza e la qualità della vita“, sottolineando che la fruibilità di servizi giudiziari locali influisce sulle condizioni quotidiane e sulla percezione della legalità nei territori.
Inoltre, l’appello richiama l’impegno congiunto delle amministrazioni e dei professionisti che hanno lavorato insieme per formare un coordinamento. La coalizione locale viene celebrata come frutto di “visione, caparbietà e lungimiranza“, qualità che, secondo Radica, rendono ancora più grave l’eventuale mancata stabilizzazione per motivi di posizionamento politico. La stabilizzazione, in questo quadro, è rappresentata come una prova di responsabilità istituzionale capace di valorizzare il lavoro collettivo svolto sul territorio.
Radica avverte infine che puntare esclusivamente a un disegno di legge di revisione della geografia giudiziaria sarebbe rischioso: “La strada del ddl di revisione della geografia giudiziaria appare oramai persino più che impervia“. Per questo motivo invita i rappresentanti politici a sostenere l’emendamento nel decreto 168, ritenuto il metodo più efficace per tutelare i presidi e dare certezza ai cittadini e agli operatori.
Il messaggio lanciato il 13 ottobre rimane chiaro: favorire una soluzione normativa rapida e condivisa per salvaguardare i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, riconoscendo l’importanza di questi uffici per la coesione sociale e la funzionalità delle istituzioni locali.



