Un ritrovamento drammatico ha richiamato l’attenzione su una vicenda di solitudine e abbandono nella città di Lanciano. Nella prima serata di martedì dopo la segnalazione di un passante insospettito da un odore acre in via Galvani la Polizia di Stato è intervenuta all’interno dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco e ha scoperto il corpo in avanzato stato di decomposizione di un uomo di nazionalità rumena, di età apparente tra i 55-60 anni. I primi rilievi indicano che il decesso risalirebbe ad almeno dieci giorni prima del ritrovamento.
Luogo del ritrovamento e prime verifiche
La struttura dove è avvenuto il rinvenimento è una proprietà della Provincia di Chieti che anni fa ospitava il distaccamento dei pompieri frentani. Gli agenti hanno dovuto esplorare i locali abbandonati, salendo fino al primo piano, dove la vittima era rimasta in un angolo adibito a giaciglio improvvisato. L’avanzato stato di decomposizione è stato accelerato dalle alte temperature estive; secondo gli investigatori, il dramma si sarebbe consumato in isolamento già dalla fine del mese scorso. La scena ha fatto scattare l’apertura di un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Lanciano.
Interventi delle autorità e accertamenti
Immediatamente informata, la Procura ha disposto che venga eseguita un’autopsia per chiarire le cause del decesso; l’incarico al medico legale verrà formalizzato nelle prossime ore e l’esame sarà eseguito nei prossimi giorni. Sul posto hanno operato, oltre alla Polizia di Stato anche i tecnici competenti per i rilievi. Al momento i primi riscontri esterni non mostrano segni evidenti di violenza, lasciando aperte ipotesi alternative come un malore o problemi legati a condizioni di vita gravose.
Il profilo della vittima e la vita in strada
Dagli elementi raccolti negli accertamenti preliminari emerge che l’uomo era presente nel centro cittadino da tempo e veniva notato da molti mentre camminava lungo il corso principale: una presenza silenziosa ma costante. Prima di trovare riparo nell’ex caserma, si era appoggiato a rifugi di fortuna della città, comprese aree intorno alla stazione ferroviaria della Sangritana e alcuni spazi verdi, luoghi spesso usati dai senza fissa dimora come dormitorio improvvisato. Da qualche giorno la sua assenza era stata notata da chi frequentava il corso, benché il suo nome e i dettagli personali non fossero noti agli abitanti.
Elementi sul contesto sociale
La vicenda richiama l’attenzione sulle difficoltà vissute da persone in condizioni di grave marginalità: la presenza di edifici abbandonati e di punti di riferimento informali come la stazione della Sangritana è parte del contesto in cui si svolgevano i suoi spostamenti. Le autorità stanno ascoltando i residenti e i passanti del quartiere di via Galvani per ricostruire quando l’uomo si fosse stabilito nello stabile e se vi fosse stato solo o in compagnia di altre persone.
La salma è stata trasferita in obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria e rimane in attesa dell’esame autoptico che dovrà chiarire con rigore scientifico la causa della morte. Nel frattempo gli investigatori continuano gli accertamenti sul luogo e raccolgono testimonianze, con l’obiettivo di delineare il percorso che ha portato a questo drammatico epilogo di solitudine.



